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La soglia d'inoculazione della disinformazione

Post dedicati a questa storia:
  1. Jacopo Iacoboni, giornalista (23 novembre 2016)
  2. Il caso Jacopo Iacoboni (25 novembre 2016)
  3. La soglia d'inoculazione della disinformazione (30 novembre 2016)
  4. Cronologia di una disinformazione perfettamente organizzata (30 novembre 2016)
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Viviamo tempi in cui un certo Goebbels si sarebbe trovato perfettamente a suo agio. Ed anche se riesce difficile attribuire una paternità al famoso "Calunniate, calunniate, sempre qualcosa resterà", la logica della propaganda e della disinformatia nell'era dell'infowar è più florida che mai.

Ora vorrei approfondire quelli che sono - secondo me e parlo soltanto a nome mio - i meccanismi di una disinformazione molto efficace, orchestrata con metodo e largamente premeditata: durante tutto il mese di novembre i germi sono stati seminati con costanza da tale Jacopo Iacoboni, sedicente giornalista, il quale ha scritto sul suo giornale (La Stampa) 9 articoli tra l'inizio del mese ed il 22, di cui 8 ferocemente anti-Movimento V Stelle:
  1. Cyber propaganda pro M5S, Quattrociocchi: “Anche da noi architetture organizzate sul web” (22/11/2016)
  2. Ecco la cyber propaganda pro M5S. La procura indaga sull’account chiave (22/11/2016)
  3. The affaire between the Five Star Movement and Putin’s emissaries (14/11/2016)
  4. The Russian propaganda against Renzi: and Grillo’s web backs it up (14/11/2016)
  5. La formula odio + cyberpropaganda (10/11/2016) 
  6. L'Antidiplomatico, così un sito divulga la linea filo-russa del M5S (08/11/2016)
  7. L'abbraccio dei cinque stelle con i due emissari di Putin [seconda parte di un'inchiesta uscita in due puntate, il 2 e il 5 novembre] 
  8. La propaganda russa all’offensiva anti-Renzi. E il web grillino rilancia [questa inchiesta è uscita in due puntate su La Stampa, il 2 e il 5 novembre 2016] 
(Solo nel 5, dove apparentemente si parla dell’Italia soltanto di striscio, riesce comunque ad infilarci il M5S).

Per cui è palese che dall'inizio del mese la strada è chiaramente pianificata, tutti i grandi temi sono già scritti dal venditore di bufale.

Al punto di arrivare all'edizione cartacea del 16 in cui una denuncia per diffamazione a carico dell'account Twitter @BeatricedimaDi (presentata il giorno prima dal sottosegretario a Palazzo Chigi Luca Lotti) dà il pretesto a Iacoboni per infilare una specie di "analisi matematica" farlocca (fino a prova contraria che lui non intende fornire, per adesso) tutta tesa a dimostrare le "colpe" del M5S: “C’è una centrale che gestisce materialmente questi account? La Procura si trova ora a indagare anche su questo.”

Il che risulta a tutt'oggi totalmente falso!

Lo scoop di Libero svelando poi la vera identità di "Beatrice Di Maio", che non ha assolutamente niente a che vedere con il M5S, il teorema faticosamente imbastito da Iacoboni, che già faceva acqua da tutte le parti, viene definitivamente spazzato via.

Almeno così sembrava. Sino all'entrata in scena di tale Alberto Nardelli, che pubblica ieri sul sito Buzzfeed "Italy’s Most Popular Political Party Is Leading Europe In Fake News And Kremlin Propaganda", ripreso al volo dall'Huffington Post con un'analisi di Buzzfeed sulla propaganda M5S: "I leader hanno creato siti e account legati al Movimento per diffondere false notizie".

Da notare poi che se il post dell'Huffington è in italiano (uscito in modo "molto puntuale" come dice umoristicamente Iacoboni), quello di Buzzfeed è in inglese, giustamente per portare il messaggio oltre confine, un vero salto di qualità...

A chi fa osservare a Nardelli la vicinanza del suo post con gli argomenti trattati da Iacoboni, risponde che lui ha già posto una dozzina di domande a M5S e Casaleggio Associati: "Risposte alle domande specifiche: 0".

Quindi gli ho chiesto "dove si possono leggere quelle domande?", ma lui non mi ha risposto.

Strano però che qualcuno che si lamenta dell'assenza di risposte da parte di chi interroga, a sua volta non risponde a chi gli fa domande specifiche. Oppure quelle domande, come la famosa analisi matematica di Iacoboni, sono segrete?

Io invece ricordo domande a Berlusconi da parte della Repubblica, o domande del Fatto quotidiano a Matteo Renzi, anche quelle rimaste inevase, però almeno erano pubbliche. In modo che ognuno potesse farsi la propria opinione.

Ma Nardelli e Iacoboni, no. A loro basta affermare senza mai dimostrare né tantomeno provare alcunché.

Ora se la c.d. analisi di Buzzfeed non dice niente di nuovo, riprendendo ad orologeria roba vecchia, amplifica però i veleni seminati ad arte da Iacoboni sulle false notizie e la "Kremlin propaganda" messe in atto dai leader delle Cinque Stelle.

Il post di Buzzfeed è un colpo da maestro, già ripreso e ritwittato centinaia di volte, da Vittorio Zucconi a Davide Serra, da Poynter (167K followers) a giornalisti ed altre decine e decine di più o meno anonimi.

Poi è da prevedere che nei giorni successivi, esattamente come nel caso di Iacoboni (che si trova in questo modo "riabilitato"), tutto questo circo sarà amplificato a dovere sui giornali, nelle TV e alla radio, oltre che su Internet.

Si può quindi concludere senza alcun rischio di smentita che l'inoculazione della disinformazione ha funzionato alla grande, ormai la notizia si è viralizzata.

* * *

Quando si parla di "soglia d'inoculazione della disinformazione", si fa riferimento al concetto di "Small Seed Sets", trattatato già nel 2012 nel documento Large Social Networks can be Targeted for Viral Marketing with Small Seed Sets, firmato Paulo Shakarian e Damon Paulo, istruttori nell'Accademia militare di West Point, NY, e a quello di "tipping point", sviluppato l'anno seguente nello studio A Scalable Heuristic for Viral Marketing Under the Tipping Model, sempre firmato dai stessi Paulo Shakarian e Damon Paulo, ai quali si è aggiunto Sean Eyre, altro istruttore di West Point.

Per chi vuole approfondire, c'è anche un'altro documento precursore sul tribal relationship network che fa perfettamente al nostro caso.

Come ho già avuto l'occasione di dirlo in francese, si tratta del punto di svolta in cui una "notizia" forgiata e veicolata inizialmente da pochi influencer scelti a dovere diventa mainstream. 

In altri termini, si cerca di trovare una soluzione algoritmica per indirizzare una rete sociale su larga scala, dopo aver identificato in essa il nucleo minimo di utenti (in quantità e qualità: seed sets) presso cui iniettare un messaggio di cui si sa che avrà tutte le possibilità di diffondersi all'insieme della rete, e anche al di fuori: dal momento che è probabile che le "informazioni" passino da Facebook per essere riprese su Twitter (o viceversa), e poi sui blog, in TV, alla radio e sulla stampa, ecc., e alla fine di contaminare (manipolare) tutti i media ... e quindi gli spiriti!

Vi ricorda qualcosa? Iacoboni, ti suona familiare?

In conclusione, stiamo assistendo ad un attacco concentrico in grande stile contro il M5S, prima sulla Stampa, poi su BuzzFeed, huffingtonpost.it, e probabilmente già da oggi e nei prossimi giorni su altri media più tradizionali, tipo il Corriere, Repubblica ed altri, che riprenderanno in coro quelle bufale sparate da "fonti autorevoli" che si sopportano a vicenda.

Chiedo io, a meno di una settimana del voto referendario, sarà un caso?

Valutate voi.

Jean-Marie Le Ray

P.S. Vorrei aggiungere un episodio di questa storia che mi ha colpito moltissimo, un "dettaglio" passato sotto silenzio.

Le tecniche di disinformazione di cui stiamo parlando, molto sofisticate, sono state tutte concepite da ambienti militari (come Internet, del resto).

Ebbene, quando Franco Bechis ha rivelato che soto il pseudonimo "Beatrice Di Maio" si nascondeva la moglie di Brunetta, molti su Twitter hanno preso in giro Lotti, supponendo che non era stato neanche capace di scoprire la vera identità della persona dietro a quell’account (totalmente estranea al M5S), malgrado la sua vicinanza con i servizi segreti italiani.

Già.

Pubblicato il 30/11/2016 alle 7.27 nella rubrica diario.

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