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25 novembre 2016
Il caso Jacopo Iacoboni
Post dedicati a questa storia:
* * *
Questo post è il seguito di quello scritto ieri su questo personaggetto, un sedicente giornalista che preferisce intingere la sua penna nel veleno piuttosto che nell’inchiostro.
Poche settimane prima della sua morte, Gianroberto Casaleggio diceva di lui:

Lo sciacallo Iacoboni usa il pretesto … per inventare retroscena inesistenti e fuori dalla realtà … e schizzare veleno …

Analisi quanto mai preveggente. Oggi il co-fondatore del M5S non c'è più, ma Iacoboni prosegue imperterrito con la sua strategia.

Ora però espongo i fatti, poi come dice lui stesso “valutate voi”.

* * *

Dunque per Iacoboni e per il suo giornale (box pubblicato oggi, 25 novembre, a pagina 9), stiamo parlando di una notizia. Una semplice notizia.



Esaminiamola più da vicino quella notizia. Ridotta all’osso, quella da pubblicare il 16 novembre u.s., sia sul giornale cartaceo che online, avrebbe dovuto assomigliare a questa:

Beatrice Di Maio, che scrive sotto pseudonimo sull’account Twitter @BeatricedimaDi, è stata denunciata per diffamazione alla Procura di Firenze dal sottosegretario a Palazzo Chigi Luca Lotti.

Oppure ancora più breve: "Lotti querela un profilo twitter per diffamazione. Punto." Questa è la riscostruzione del Fatto quotidiano, che precisa che la denuncia è stata presentata ai Carabinieri di Firenze soltanto il giorno prima, il 15, che "non ipotizzava né alcuna rete né alcun legame con il Movimento di Grillo", e che "alla denuncia-querela non erano allegati documenti, studi, elementi che coinvolgessero altri utenti.

Comunque, anche nella mia versione più lunga, un semplice trafiletto bastava: 26 parole

Ora facendo un piccolo calcolo matematico, scienza particolarmente cara al nostro Iacoboni, molto versato negli algoritmi e nella teoria delle reti, il conteggio delle parole dell’articolo in questione, titolo e sottotitoli compresi, è di 845 parole (addirittura sull’edizione cartacea è di 980 parole se si tiene conto delle citazioni ripetute a margine del testo).

Cioè abbiamo un articolo con il 3% di notizia, ed un rimanente 97% che contiene che cosa? Il retroscena lo chiama Iacoboni. E come ha fatto Iacoboni a conoscere quel retroscena di una denuncia presentata il giorno prima e di cui nessuno sapeva niente? Mistero.

Ma soprattutto come ha fatto l'accademico di sua conoscenza - la sua fonte -, di cui non vuole rivelare l'identità per salvaguardarlo (parole sue), a partorire quella meraviglia di "analisi matematica" nella sola giornata del 15!? Cioè tra la mattinata (momento di presentazione della denuncia) e la serata (anche se non so precisamente entro che ora l'articolo doveva essere pronto per andare in stampa e uscire con l'edizione del 16)?

Diciamo che Iacoboni ed il suo conoscente accademico sono proprio due fenomeni! Sanno e fanno tutto veramente in fretta, dei mostri d'efficienza...

Peccato però che quel retroscena totalmente inventato non sia altro che un tessuto di supposizioni mai provate e di insinuazioni velenose, che alla luce dei fatti poggiano sul NIENTE. Anzi, sul FALSO.

Ebbene, già nel mio post di ieri mettevo questo in evidenza, scrivendo in preambolo che la questione non riguardava affatto la notizia della denuncia presentata da Lotti (il 3% dell'articolo, ricordiamolo):

Il punto è un’altro: partendo da una semplice denuncia per diffamazione nei confronti di una sola persona, il «giornalista» si spinge ad affermare l’esistenza di una «struttura» che farebbe parte di eventuali «strategie dei Cinque Stelle», con «andamento assai ingegnerizzato», una rete fortemente clusterizzata, capace di reclutare «anche tanti attivisti reali, che non possono vedere l’architettura», una struttura che si «mimetizza con l’attività spontanea come un albero in una foresta».

(omissis)

Cita poi una decina di questi “ghost”. Senza dimenticare “numerosi altri account chiave”, “sempre matematicamente vicinissimi, sempre ricorrenti, prevalentemente anonimizzati, profondamente interconnessi tra loro. Svolgono ruoli precisi: chi è anti-immigrati, chi anti-Renzi, chi pro-Putin, chi pro-Trump, chi dedito alla bastonatura. La condivisione esatta dell’andamento dei metadati, e la spartizione palese dei ruoli, non si configurano, algoritmicamente, come casuali.” 

Dunque, se le parole hanno un senso, significa che la Procura indaga sull'esistenza di una Struttura di cyberpropaganda in chiave anti-renziana ma non solo, che “direttamente non insulta né minaccia”, ma crea “le condizioni virali della calunnia e della violenza”.

Roba seria.

Quindi stamane ho preso di corsa La Stampa perché ero proprio curioso di scoprire come avrebbero trattato questo argomento, un fail epocale, un vero e proprio insulto alla deontologia giornalistica. Ed invece niente scuse! Niente di niente!

Il 16 novembre La Stampa ha dato una notizia, rivelando che il sottosegretario alla presidenza del Consiglio aveva presentato una denuncia avendo riscontrato elementi di diffamazione nei tweet dell’account Beatrice Di Maio.
Siamo venuti a conoscenza della storia, abbiamo accertato che fosse vera e solo a quel punto l’abbiamo pubblicata. Stop.
Tutto il resto - a partire dalle accuse tra M5S e Pd - attiene alla polemica politica, sempre più alta a nove giorni dal referendum.

Vorrei ricordare però al caporedattore, al direttore e all'editore della Stampa, nel caso non lo sapessero, che il buon Iacoboni concludeva l’“articolo” con una sua domandina al veleno: 

C’è una centrale che gestisce materialmente questi account? La Procura si trova ora a indagare anche su questo.”

Il che è totalmente FALSO! 

E poi perché "questi" account, e non "questo" account (quello della "notizia")?... 

Per cui alla fine va bene la solidarietà corporatista, però ci dovrebbero essere dei limiti!

Quindi correggendo il comunicato della Stampa, bisognerebbe dire che il giornalista ha pubblicato 3% di notizia vera, e 97% di pura bufala. E che ciò non ha niente a che vedere con la "polemica politica", e tutto invece con la "deontologia giornalistica".

Al posto del box di cui sopra, avrebbero dovuto pubblicare il label seguente:

3% notizia vera, 97% pura bufala.  

Signori, fate schifo!






permalink | inviato da jmleray il 25/11/2016 alle 16:15 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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