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straniero
11 luglio 2010
Dieci domande a Berlusconi Silvio
  1. Berlusconi Silvio, lei ha sempre affermato che non era un politico di mestiere ma un imprenditore "di successo" prestato alla politica - un compito che portava avanti con "sacrificio" per amor di Patria - per gestire l'Italia come le sue imprese. Bene. Però, ora che il "sistema Paese" sta miseramente fallendo e fa acqua da tutte le parti, che ne direbbe di assumere le proprie responsabilità e di fare un passo indietro, per il bene del Paese che dice di amare dal giorno della sua discesa in campo: L'Italia è il Paese che amo!

  2. Rileggendo oggi quel discorso, Berlusconi Silvio, che fine hanno fatto i suoi buoni propositi, le sue promesse di rinnovare l'Italia mettendo insieme «il meglio di un Paese pulito, ragionevole, moderno» accanto a «tutte le forze che si richiamano ai principi fondamentali delle democrazie occidentali», che credono «nell'individuo, nella famiglia, nell'impresa, nella competizione, nello sviluppo, nell'efficienza, nel mercato libero e nella solidarietà, figlia della giustizia e della libertà.»?

  3. Ci dica Berlusconi Silvio: in che modo ha realizzato quanto sopra? Magari dettagliando parola per parola come i suoi successivi quattro governi con ampia maggioranza parlamentare sono riusciti a «dare adeguata dignità al nucleo originario di ogni società, alla famiglia», a «rispettare ogni fede», a suscitare «ragionevoli speranze per chi è più debole, per chi cerca lavoro, per chi ha bisogno di cure, per chi, dopo una vita operosa, ha diritto di vivere in serenità», a portare «più attenzione e rispetto all'ambiente», a opporsi «con la massima determinazione alla criminalità, alla corruzione, alla droga», a «garantire ai cittadini più sicurezza, più ordine e più efficienza». Dica alla nazione, Berlusconi Silvio, come e quando ha attuato questo suo programma, come e quando ha trasformato queste belle parole e belle promesse in azioni concrete, che oggi tutti possono vedere e toccare con mano?

  4. E ancora, Berlusconi Silvio, dica alla nazione a che punto sta la «società libera» da lei sognata, fatta «di donne e di uomini, dove non ci sia la paura, dove al posto dell'invidia sociale e dell'odio di classe stiano la generosità, la dedizione, la solidarietà, l'amore per il lavoro, la tolleranza e il rispetto per la vita», questo suo grande sogno «di un'Italia più giusta, più generosa verso chi ha bisogno, più prospera e serena, più moderna ed efficiente protagonista in Europa e nel mondo»? E spieghi pure alla nazione, Berlusconi Silvio, come è riuscito a «farla finita con una politica di chiacchiere incomprensibili, di stupide baruffe e di politica senza mestiere», ed inoltre come è riuscito a «costruire insieme per noi e per i nostri figli, un nuovo miracolo italiano»?

  5. Lei parla Berlusconi Silvio, parla sempre, e sempre senza contraddittorio, parla da tanto tempo, tutti i giorni, nei giornali, alla radio, alla televisione, parla in continuazione dicendo che con la sua "politica del fare" è riuscito a realizzare quanto annunciava nel discorso programmatico della discesa in campo, ma dove sono le prove concrete di tutto questo dire, tutto questo fare? O forse non esistono? Allora ci avrebbe mentito? Ci avrebbe mentito per tutto questo tempo? Eppure ogni volta che si è insediato ha giurato sulla Costituzione Italiana, sulla Costituzione del Paese che ama (cioè che dice di amare) di servirlo questo Paese, per il bene del Paese, non per il bene di Berlusconi Silvio. Allora come la mettiamo con questo giuramento? Lo ha rispettato? Lo ha onorato? Come, e quando? 

  6. Lei parla Berlusconi Silvio, e dice tante cose. Una a caso: «Stiamo costruendo una classe dirigente giovane, preparata e soprattutto moralmente irreprensibile. E questa cosa sta a cuore a tutti noi»! Lo ha detto lei, questo, oppure intende rispondere «non ho mai detto questo»? Lei capisce il senso delle parole che usa, Berlusconi Silvio, oppure parla a vanvera? Chi sono i rappresentati di questa classe "moralmente irreprensibile"? Marcello Dell'Utri? Cesare Previti? Aldo Brancher? Gianni Letta? Guido Bertolaso? Denis Verdini? Nicola Cosentino? Claudio Fazzone? Claudio Scajola? E potrei andare avanti con la lista. Comunque, tutti collaboratori strettissimi che lei ha scelto in prima persona, vero? In che modo hanno dato prova di questa "alta moralità"?

  7. Quando lei parla di verità, Berlusconi Silvio, ci dica: ha paura della verità? Perché se la risposta è no, non si capisce perché si dimena tanto per non comparire davanti ai giudici. Ma se quando lei è chiamato a chiarire davanti al Tribunale la provenienza misteriosa delle sue fortune e l'origine della miriade di società riconducibili a lei si avvale della facoltà di non rispondere, sui consigli del suo fido Ghedini, sappia che il messaggio che trasmette al Paese che lo giudica è quello di uno che ha una fottutissima paura della verità, piuttosto che il contrario. Comunque è sempre in tempo. Ci dica, Berlusconi Silvio, quando è che intende chiarire davanti al Paese, magari in modo definitivo, la provenienza misteriosa delle sue fortune e l'origine della miriade di società riconducibili a lei?

  8. Berlusconi Silvio, quando lei definisce davanti al Paese Vittorio Mangano un eroe, con la mano sulle spalle di un Dell'Utri condannato per le sue strettissime frequentazioni pluridecennali con mafiosi di rango, come qualifica giudici e poliziotti ammazzati dalla mafia semplicemente perché mossi da "spirito di servizio"? Berlusconi Silvio, dopo quelle infauste parole, come potrà mai qualificare Giovanni Falcone? Paolo Borsellino? Antonino Scopelliti? Carlo Alberto Dalla Chiesa? Rocco Chinnici? Rosario Livatino? E i membri delle scorte, trucidati insieme a loro? E Natale De Grazia? E giornalisti come Beppe Alfano, Pippo Fava, Peppino Impastato? Semplici cittadini come Libero Grassi, Giorgio Ambrosoli, ecc.?, la lista è troppo lunga, ma come potrà mai qualificare la gente onesta se i suoi eroi sono mafiosi e corrotti della peggior specie? Lei che dovrebbe essere d'esempio! Qual'è l'esempio che dà? Qual'è il suo concetto di giustizia?

  9. Berlusconi Silvio, le risposte a tutte queste domande oramai non possono più essere rinviate. Lei ci ha provato in tutti modi in questi anni, e ci è pure riuscito fino ad oggi, ma ora che le «forze immature» e gli «uomini legati a doppio filo a un passato politicamente ed economicamente fallimentare» siete voi, lei e la sua coalizione, ora che siete voi «la vecchia classe politica italiana» «travolta dai fatti e superata dai tempi», voi «i vecchi governanti, schiacciati dal peso del debito pubblico e dal sistema» della corruzione generalizzata, voi che «lasciate il Paese impreparato e incerto nel momento difficile del rinnovamento e del passaggio a una nuova» era, allora che ne direbbe, Berlusconi Silvio, di assumere il peso delle proprie parole, delle sue parole, e di trarne le debite conseguenze? 

  10. Perché se non lo facesse, ora, Berlusconi Silvio, con quale faccia, quale coscienza pretenderebbe di poter continuare a governare un Paese democratico come dovrebbe ancora essere l'Italia quando oramai sono 20 anni che approfitta del suo mandato pubblico per sistemare i suoi affari privati, suoi e quelli dei suoi amici e delle sue cricche, mentendo ogni giorno al Paese e tradendo in questo modo il mandato elettorale di chi ha avuto la sventura di votarlo e di credere in lei?

Quindi se vuole dare un segno di responsabilità, se ne è ancora capace, Berlusconi Silvio, risponda! Non tanto a me, Jean-Marie Le Ray, cittadino qualunque, ma al Paese, e soprattutto a chi lo ha votato. E lo faccia in modo semplice, parlando direttamente alla nazione, non dando l'incarico al primo Vespa di turno, ma leggendo ogni domanda, una per una, e rispondendo con parole semplici e veritiere, punto per punto. Grazie.




permalink | inviato da jmleray il 11/7/2010 alle 11:8 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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