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straniero
23 aprile 2010
Razza padana
Cosa si può fare con quasi 2 milioni di parole mischiate in un grande sacco?

Anzi, per l'esattezza: 1.901.514, tratte di una quarantina di numeri di Quaderni padani (gli altri sono in modalità grafica ed il testo non si può estrarre), bimestrale edito da La Libera Compagnia Padana dal 1995 al 2007. 

In questi 74 numeri, una sessantina di pagine a numero, il programma della Lega è esposto dalla A alla Z, così chiaramente che sappiamo esattamente quello che ci aspetta se sarà consentito loro di andare avanti con la loro voglia di spaccare l'Italia.

Dunque grazie alla tecnologia Quensis, ho classificato queste parole per tirare fuori quelle significative, cioè i 50 primi termini usati più frequentemente. Poi con il peso specifico di ogni parole (cioè il numero di occorrenze) ho realizzato la nuvola semantica corrispondente con Wordle. Ecco il risultato:

Le 50 parole della razza padana

Tradotto in numero di occorrenze:

Le 50 parole della razza padana

L'analisi di queste 50 parole basterebbe da sola a capire di che stiamo parlando. Ma anche il tema di ogni numero è illuminante. Eccone alcuni, per essere d'esempio:

1. Il primo numero parla di autonomia e di secessione, e vediamo anche le frontiere della nuova Padania che ricalcano perfettamente la divisione delle Tre Italie pensata da Cavour, meno la Sardegna. Un bel salto all'indietro...

L'Italia spaccata in 3!
Da notare che tutta la parte ovest della regione 1 corrisponde più o meno al bacino idrografico del Po, ed il fiume Po torna 581 volte nel testo aggregato. L’evoluzione dei progetti costituzionali padani è descritta qua.

2. Il secondo parla di recupero del celtismo padano (e pagano), ed in effetti ho trovato 800 volte l'aggettivo "celti" (celto, celta) e 80 volte un riferimento ai druidi! Ancora un triplo salto all'indietro...

3. Anche il terzo è tutto un programma...
  • Padania, etnie e federalismo
  • La secessione come facoltà prepolitica e diritto naturale
  • I confini della Padania
  • L'«identità nazionale italiana»: un mito evanescente
E così via. Inutile citarli tutti, tanto parlano sempre più o meno delle stesse cose. Riassunte benissimo nel doppio numero 61-62, intitolato: 50 Ragioni per l'Indipendenza, a firma di Gilberto Oneto & Giancarlo Pagliarini. Non resisto al piacere di elencarvi questi 50 "buoni motivi" per staccare/spaccare l'Italia:
  1. Perché l'Italia è una imposizione artificiosa
  2. Perché la Padania esiste
  3. Perché abbiamo gli stessi antenati
  4. Perché parliamo lingue nostre
  5. Per il nostro atteggiamento verso la religione
  6. Per difendere la libertà religiosa
  7. Per difendere le minoranze storiche
  8. Per conservare la nostra cultura
  9. Per ristabilire antichi legami
  10. Per conservare meglio il nostro patrimonio artistico
  11. Per preservare le nostre forme di espressione artistica e architettonica
  12. Per riportare colore e allegria nei nostri paesi
  13. Per ripristinare la qualità dell'ambiente
  14. Per liberarci dalla criminalità organizzata
  15. Per l'ordine e la sicurezza
  16. Per una giustizia migliore
  17. Per risolvere il problema degli extracomunitari
  18. Per disporre di un sistema di infrastrutture moderno ed efficiente
  19. Per mettere fine a ogni forma di razzismo contro i Padani
  20. Perché non ci piace essere chiamati mafiosi
  21. Per salvaguardare la nostra agricoltura e i nostri prodotti
  22. Per interrompere la "marcia verso la morte" della nostra gente
  23. Per tornare ad essere europei
  24. Per rispetto di tutti quelli che sono morti per la libertà
  25. Perché lo permettono e sollecitano le norme internazionali
  26. Per solidarietà nei confronti della nostra gente
  27. Per assicurare la giusta pensione a chi ha lavorato
  28. Per avere scuole più efficienti
  29. Perché lo richiede la globalizzazione dei mercati
  30. Per consentire alle nostre Comunità di gestire le proprie risorse
  31. Per salvare i nostri risparmi e i nostri investimenti
  32. Per garantire ogni forma di libertà
  33. Per andare e restare in Europa, senza soccombere
  34. Per essere ricchi
  35. Per una busta paga più giusta
  36. Per dare un avvenire sicuro ai nostri giovani
  37. Per disporre di forze armate efficienti
  38. Per avere una informazione più libera
  39. Per ridurre l'evasione fiscale
  40. Per liberarci da tutte le pantegane di regime
  41. Per ricostruire una società più civile
  42. Per rivitalizzare il senso di appartenenza alle nostre comunità
  43. Per favorire le attività artigianali e commerciali
  44. Per eliminare ogni violenza di Stato
  45. Per avere una sanità degna di un paese civile
  46. Per diminuire le tasse
  47. Per dare la precedenza ai padani
  48. Per diminuire il peso dello stato
  49. Per avere finalmente riforme vere e radicali
  50. PERCHE' LO VUOLE LA GENTE !!!
Ora, tolte le specificità campanilistiche, a me pare ovvio che questi punti sarebbero un programma politico ideale, ma per tutto il paese, e non di certo per una sola regione. Anche perché oggi più che mai chi potrebbe sostenere seriamente che Bossi e la Lega non hanno disatteso tutti i punti rilevanti, in materia di giustizia sociale, e di giustizia tout court (visto che fanno firmare qualunque schifezza a Berlusconi in cambio del federalismo, se ci sarà mai...)?

Tra l'altro questo doppio numero è l'introduzione perfetta all'ideologia malata della Lega, rappresentata egregiamente da Gianfranco Miglio, unico politico il cui nome ricorre più di 1000 volte nella tabella cui sopra, ed al quale sono dedicati quattro numeri praticamente interi, a proposito di uomo libero (!), d'identità, dei suoi articoli, e delle sue interviste...

Dalle quali estraggo questo pezzo d'antologia, a proposito della spaccatura del paese, Miglio risponde così ad una domanda sulla opportunità di mantenere un cosiddetto "codice meridionale" non meglio precisato:

Di più. Io sono per il mantenimento anche della mafia e della ‘ndrangheta. Il Sud deve darsi uno statuto poggiante sulla personalità del comando.
Che cos’è la mafia? Potere personale, spinto fino al delitto. Io non voglio ridurre il Meridione al modello europeo, sarebbe un’assurdità. C’è anche un clientelismo buono che determina crescita economica. Insomma, bisogna partire dal concetto che alcune manifestazioni tipiche del Sud hanno bisogno di essere costituzionalizzate.

Costituzionalizzare la mafia o mafializzare la Costituzione, that's the question! Con buona pace dei padri costituenti e del sangue della resistenza al fascismo.

Ecco l'idea della convivenza civile secondo la Lega. Comunque sempre abbastanza accorta da non confondere un arabo con un emiro, oppure un mafioso con un capo di governo, ricordiamocelo...

E poi se vogliamo intendere con razza padana lo spettacolo indegno visto ieri sera ad Annozero, dove padani DOC d'Adro hanno urlato VERGOGNA alla notizia di un padre missionario che aveva osato spedire 600 euro in segno di solidarietà, allora veramente questo tipo di comportamento denota l'espressione di una "razza pagana", anzi di una "razza di merda" più che di una "razza padana".

A meno che la "razza padana" sia un nuovo tipo di pesce, bisognerebbe chiedere ar' Trota che ne pensa. Già suo padre celodurista ce lo diceva nel lontano 1993 (vecchie storie, direbbe Berlusconi), davanti ad un parterre di nobili ed altra bella gente:

Cominciamo oggi a costruire quel gruppo che tra qualche anno rifonderà Roma...

Ebbene, oggi lo sta facendo. Alla grande. Questa sì che è gente che merita rispetto, gente da prendere sul serio! (altro che PD, praticamente costretto a lasciare l'opposizione a Fini...) Hanno sempre promesso che sfascieranno l'Italia, e la stanno sfasciando. Un pezzo per volta, con costanza, impegno ed applicazione... Udite gente, udite...




P.S. Da notare che già nel '93, la Lega Nord era perfettamente d'accordo con quella che chiamerò per semplicità d'esposizione la "Lega Sud" (chi non sa niente di questa Storia d'Italia si affretti a studiare, perché ci risiamo...), a fortissimo tenore di mafiosità: apparentemente si opponevano, ma sottobanco avevano un obiettivo comune, spaccare l'Italia!

Il Nord ai padani, il Sud ai mafiosi ed il grande centro ai fessi... 

Non è più un salto all'indietro, bensì una caduta senza fine nel baratro senza fondo e senza ritorno.



permalink | inviato da jmleray il 23/4/2010 alle 9:14 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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