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straniero
9 marzo 2010
Il premio alla diligenza!
Da non confondere con l'assalto alla diligenza perpetrato da Berlusconi da quando governa l'Italia...

In seguito al mio post di ieri, vorrei tornare sull'intervento di Vincenzo Marinelli, cittadino italiano e magistrato di Cassazione, che mi ha colpito molto. Era domenica a Piazza Navona, nella manifestazione spontanea organizzata dal popolo viola contro questo decreto-porcata.

Quindi dopo il video, vi propongo la trascrizione dell'intervento.


« Mi sono chiesto se fosse opportuno venire qui a parlare. I magistrati di solito non parlano, e non sanno nemmeno parlare. Però, forse non è una questione di opportunità, è una questione di chiedersi: ma se non ora, QUANDO?

I magistrati di solito parlano in modo felpato, ma se non si parla in modo diretto ed ora, quando lo si deve fare? Che cosa deve ancora succedere perché vi sia indignazione ed espressione diretta dell’indignazione?

Mi sono chiesto se questo intervento a viso aperto potesse essere strumentalizzato, se si potesse dire per televisione: “ecco, vedete come sono!”

Ebbene: lo si dica. Lo si dica.

Ma io devo riprendermi i miei diritti di cittadino, e devo parlare alto, chiaro, forte!

Non è tempo di prudenza. Non è tempo di pensare: “ma così questo intervento viene strumentalizzato”. E’ tempo di parlare. E’ tempo di non essere afoni. E’ tempo di dire che cos’è la democrazia e che cos’è la giustizia.

Ma prima voglio dire qualcosa sul mio ruolo di magistrato, sul perché io sono magistrato. Lo sono perché qualcuno mi spiegò (a quei tempi c’erano degli ottimi insegnanti, ora i tempi sono un po’ cambiati, perché gli insegnanti vengono mortificati, giornalmente), un mio professore di liceo mi disse: “Tu vuoi essere libero, Marinelli? Ricordati che esistono dei concorsi non truccati. Ricordati che tu puoi fare il concorso in magistratura e lo puoi vincere. Ricordati che in questo modo sei libero e ti paghi la tua libertà”. E io così ho fatto.

Quindi, quando c’è la narrazione: “I magistrati sono di sinistra, i magistrati sono questo, i magistrati sono quest’altro”, io dico: “No. I magistrati vengono reclutati per concorso. Il concorso è un premio alla diligenza. Lo può vincere chi abbia certe idee o chi ne abbia altre. E questa è una garanzia per il cittadino, perché, se i magistrati fossero espressione dei partiti politici, allora sì che vi sarebbe da diffidare dei magistrati”.

Quindi io posso parlare in questo modo perché istituzionalmente non ho nulla da temere e nulla da sperare. Che cosa possono fare? Possono comprarmi? Io non sono comprabile, la maggior parte dei magistrati non è comprabile.

E quindi posso parlare. E posso parlare di questo decreto, e posso dire che è l’ennesima prova di una progressiva erosione della democrazia nel nostro paese. Io non sono per le parole forti, quindi mi guardo bene dal dire che c’è fascismo. Lo so che non c’è. Ma c’è una involuzione autoritaria. C’è uno svuotamento della democrazia dall’interno. C’è uno stravolgimento della nostra Costituzione. Questo c’è! Ed è per questo che bisogna parlare. Ed è per questo che non è più tempo di prudenze! A che serve essere prudenti di fronte a queste cose? A che serve essere prudenti se non si dice alto e chiaro che cosa è la democrazia, se non si testimonia ciò che è la democrazia?

Si dice : « Ma questo decreto è un male minore perché è un decreto interpretativo”. Non è un male minore. E’ un male maggiore.

Provo a dire in due parole che cosa significa “decreto interpretativo”.

E’ interpretativo nel senso che si applica retroattivamente. Quindi è come se la legge fosse stata sin dal primo momento scritta in modo da favorire gli imbrogli, in modo da favorire l’inadempimento di formalità essenziali che sono a garanzia di tutti. In questo senso è interpretativo.

Ma se si dice che il nero si interpreta come il bianco, evidentemente non è interpretativo in questo senso ma è innovativo. Quindi questo è un decreto che cumula i mali di tutti e due di questi istituti: l’istituto della norma interpretativa e l’istituto della norma innovativa.

Amici, questa è una questione di libertà, è una questione di democrazia.

Quando si parla di “forme”, attenzione a non contrapporle troppo facilmente alla “sostanza”. La democrazia è fatta di forme. Che cosa c’è scritto nel primo articolo della Costituzione? Non c’è scritto che l’Italia è una Repubblica fondata sulle veline e sul rincoglionimento televisivo che sopperisce all’istruzione e alla cultura! Ma c’è scritto che l’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro, e che la sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle FORME e nei limiti della Costituzione!

La Costituzione è un grande repertorio di forme, di forme essenziali, di forme che servono per proteggere la democrazia, di forme che servono per proteggere i più deboli, perché i forti non hanno bisogno di certe forme. Sono i deboli che hanno bisogno delle leggi, della protezione delle leggi e della protezione della Costituzione in primo luogo.

Ed è per questo che si dice: “La legge è uguale per tutti”.

Non si dice: “La legge è uguale per tutti, ma per gli amici si interpreta”. Non si dice così. Se si dice così, si è su una brutta china. Su una china nella quale non è facile distinguere tra ciò che è democrazia e ciò che è autoritarismo. E ci troviamo esattamente in questa situazione, purtroppo.

Lasciatemi avviarmi al termine facendo una dichiarazione a favore del Partito dell’Amore. Non si tratta del Partito dell’Amore di Berlusconi, però. E non si tratta del Partito dell’Amore di Cicciolina, forse qualcuno se la ricorda. Lasciatemi dire che io sono per il Partito dell’Amore per la Costituzione. Per la Costituzione che applico ogni giorno. Per la Costituzione che ho imparato da ragazzo. Per la Costituzione sulla quale ho giurato.

Questo è il mio Amore. Questo è il mio Partito dell’Amore.

E se debbo prendermela perché vengo tacciato di essere talebano, ebbene… chi è innamorato può anche essere un po’ talebano.

Quindi io concludo dicendo con voi: “Viva la Democrazia, viva la Libertà, viva la Costituzione nata dalla Resistenza!” »

Vincenzo Marinelli, cittadino italiano e magistrato di Cassazione.
Manifestazione del Popolo viola, p.za Navona, Roma, domenica 7 marzo 2010.



permalink | inviato da jmleray il 9/3/2010 alle 0:54 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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