Dopo qualche piccole analisi delle parole del nostro capo mentitore, che traducono tanto il suo
egocentrismo, tanto la sua
propaganda, tanto la sua
appropriazione strumentale e fittizia di concetti universali come quello della Libertà, appunto, m'interessava tentare l'analisi più approfondita di un vasto corpus, quello contenuto in
due libri "firmati" Silvio Berlusconi, "
L'Italia che ho in mente" e "
Discorsi per la democrazia".
Come sempre, ho combinato il software di analisi di
Quensis e
Wordle per generare la nuvola semantica.
Sulle 158.395 parole del corpus analizzato, ho tratto due gruppi distinti:
- le 20 parole più significative dal punto di vista quantitativo, che tracciano in filigrana il "programma politico" di Berlusconi,
- e le 60 parole significative di quello che ho chiamato il "discorso messianico" (mendace) di Silvio, sul quale vorrei spendere qualche spiegazione.
Dall'inizio della sua "discesa in campo", la strategia propagandistica adoperata da Berlusconi nei suoi interventi è
sempre la stessa, senz'altro perché è estremamente abile e efficace: un
discorso manicheista all'estremo, un discorso duale che oppone:
- sul piano meta-antropologico, il bene al male, l'amore all'odio, la libertà alla schiavitù (sottointesa), e,
- sul piano politico, una destra liberal-democratica, moderata, moderna e progressista, alla sinistra comunista, rossa (marxista-leninista) e storicamente superata.
Ora, indipendentemente delle opinioni politiche della gente, nell'assoluto è chiaro che nessun elettore-cittadino sensato sceglierebbe il male contro il bene (e indovinate chi rappresenta il bene...), l'odio contro l'amore (e indovinate chi rappresenta l'amore...), la schiavitù contro la libertà (e indovinate chi rappresenta la libertà...)!
Quindi, meno male che Silvio c'è: l'
Unto del Signore, quello scelto-eletto dalla gente che non tradirà mai il mandato dei cittadini... (
Io? Non ho mai detto questo...).
M'interessava quindi far emergere questa grottesca componente "messianica", questa falsa spinta redentrice che farebbe di Silvio Berlusconi il Salvatore dell'Italia, il Gesù Cristo della politica, la vittima paziente che sopporta tutto e si sacrifica per tutti...
Identificando le parole che devono trasmettere questo messaggio duale. Ne ho isolate 60, anche se in realtà sono il doppio, ma ogni volta che ho potuto le ho ragruppate sotto una voce unica, per favorire la lisibilità della nuvola semantica. Vi do un esempio:
- 0000018 CRISTIANA
- 0000003 CRISTIANO
- 0000002 CRISTIANE
- 0000001 CRISTIANI
Ragruppando tutto sotto l'occorrenza la più forte, è come se avessi 24 volte cristiana. Però siccome ho 4 volte "Democrazia cristiana", ottengo come risultato finale 20 occorrenze, ove il più delle volte l'aggettivo "cristiana" qualifica il sostantivo "tradizione".
Un messaggio chiaro, che indica che il partito di Berlusconi s'ispirava alla "tradizione cristiana" e, nel contesto in cui è nato Forza Italia, che era l'unico degno di succedere alla "Democrazia cristiana" allo sfascio, appunto.
Ecco la nuvola:
Dalle parole che emergono, si capisce subito che più di un programma politico, si tratta di una vera e propria professione di fede!
Questi sono i nostri valori, questo è il nostro credo, questa è la nostra preghiera laica, quella preghiera che noi continuiamo a mettere in pratica tutti i giorni operando sul difficile terreno della politica, cercando di coltivare e far crescere quel bene sommo, quel bene unico che contiene in sé tutti gli altri, quel bene che non è certo il credo dei nostri avversari.
La loro religione è semmai soltanto la conquista del potere, la gestione del potere, il rafforzamento del potere. Per noi invece la religione in cui crediamo e che ci fa operare, il nostro credo, la causa per cui ci battiamo, è questa parola semplice, alta e nobile, è la libertà. [applausi prolungati]
A tutti voi va l’impegno mio e di chi con me condivide la responsabilità di lavorare per garantire questa libertà, per dare ai nostri figli un futuro di certezze, di giustizia e di benessere, per vivere in una democrazia vera in cui sia riconosciuto a tutti il diritto di essere un cittadino libero e senza paura.
A tutti voi rivolgo l’invito a essere testimoni attivi, direi quasi apostoli, missionari del nostro messaggio nei confronti degli altri, per dare anche alla vostra città, alla vostra provincia, alla vostra regione, un governo che sia un governo di libertà, e per dare in questo modo un segno alto di libertà a tutta l’Italia. Un grande abbraccio a ciascuno di voi! Viva l’Italia, viva Forza Italia! [applausi e ovazioni prolungate]
(Vicenza, 26 novembre 1998)
E ancora:
Noi crediamo nella libertà, in tutte le forme della libertà: nella libertà di pensiero, nella libertà di opinione, nella libertà di espressione, nella libertà di culto, di tutti i culti, di tutte quelle fedi che spingono l’uomo a migliorarsi e a tendere all’alto, nella libertà di associazione, nella libertà d’impresa, nella libertà di mercato, regolata da norme certe, chiare e uguali per tutti.
Noi crediamo nell’individuo, crediamo che ciascuno abbia il diritto di realizzare se stesso, di costruirsi con le proprie mani il futuro, di aspirare al benessere.
Noi crediamo nella famiglia, che è il centro dei nostri affetti principali, è il nucleo fondamentale della nostra società; noi crediamo anche nell’impresa, nell’organizzazione e nell’istituto cui è demandata la creazione di lavoro, di benessere e di ricchezza.
Noi condividiamo, e non potrebbe essere diversamente, anche i valori della nostra cultura e della nostra tradizione cristiana, i valori irrinunciabili della vita, del bene comune, della libertà educativa, della pace, della solidarietà, della giustizia.
Noi crediamo nella tolleranza, e ci riesce facile, naturale, praticarla; crediamo nel rispetto, nel rispetto verso tutti, anche verso gli avversari, nel rispetto, soprattutto, verso chi è più debole.
Crediamo nella generosità, nell’altruismo, nella dedizione e, siccome siamo liberisti, crediamo naturalmente nell’amore per il lavoro, nello sviluppo, nella competizione, nel profitto, nel progresso, che non può esserci se non c’è libertà!
Però, siccome la nuvola fa sparire le parole che hanno poche occorrenze ma non di certo meno significatività, ecco la tabella leggibile:
In effetti, è particolarmente interessante esaminare alcuni termini proprio nel loro contesto, per capire meglio le manipolazioni del messaggio. Vi farò soltanto alcuni esempi, un trattamento approfondito richiederebbe troppo spazio (e tempo...).
Il programma-Bibbia, Vangelo:
Oggi arriviamo a questo congresso con il contributo di questi venti dipartimenti che sono passati attraverso convegni di lavoro provinciali, regionali e infine nazionali, e hanno offerto alle commissioni che lavoreranno sul programma le idee guida per la discussione e per quelle tesi che poi, sabato mattina, saremo chiamati tutti insieme a votare, e che costituiranno per noi la Bibbia, il Vangelo, l’impegno per la nostra azione politica nei confronti dei nostri elettori. [applausi]
(Primo Congresso nazionale di Forza Italia)
Ed è ovvio che il Vangelo va propagato:
Con noi c’è lo sviluppo, con noi c’è la libertà, c’è la libera iniziativa, c’è il libero mercato, c’è il rispetto dei diritti umani, con noi c’è quella religione che ci spinge a essere qui, a occuparci della cosa di tutti, quella religione che davvero risponde a quella parola che io credo sia la parola più alta e più nobile del nostro vocabolario: la parola libertà! [applausi]
Vedete, io credo profondamente che dobbiamo lasciare da parte il cinismo e l’egoismo, che dobbiamo operare con dentro un grande fuoco, come dicono i versi della nostra canzone, del nostro inno, con dentro di noi una grande passione.
Oso rivolgervi l’esortazione evangelica del giorno della Pentecoste: «Andate e predicate a tutte le genti» – convincete chi è ancora incerto, chi ancora non è convinto, nel nome dell’Italia, nel nome di Forza Italia, nel nome della libertà! Un abbraccio calorosissimo a ciascuno di voi. Forza Italia, viva la libertà! [applausi prolungati]
(Verona, 27 maggio 1999)
Quello che è detto fra le righe, è che la passione evangelica, il grande fuoco dello Spirito Santo, il Verbo non è più scritto nella Bibbia, bensì nel Vangelo secondo Silvio, nel programma-Bibbia, nelle canzone e nell'inno di Forza Italia!!!
...non vogliamo che Forza Italia diventi un marchio quasi in franchising, che qualcuno possa utilizzare soltanto per proprie ragioni personali. [applausi] Ma attenzione, questo non sarà possibile: vigileremo tutti insieme e, qualora questo dovesse succedere, il nostro statuto ci dà la possibilità di intervenire, come fece Gesù cacciando i mercanti dal tempio, [applausi prolungati] per conservare integro il fondamento ideale di Forza Italia. Questo, ve l’assicuro, siamo decisissimi a farlo e l’abbiamo fatto già numerose volte.
Ed è ovvio che questa opera di propagazione, anzi di propaganda, diventa una missione, e gli aderenti al partito dei missionari!
È quindi importante fare opera missionaria di diffusione dei nostri programmi e di difesa dei nostri principi.
È la nostra ricetta, ricordiamocelo sempre, perché tutte quante siete e dovete essere missionarie di convincimento nei confronti di tutti gli altri, è la ricetta che sempre noi abbiamo dichiarato, era così nel ’94, è così oggi, e sarà così anche domani.
(Prima Assemblea nazionale di Azzurro Donna)
Allora, a tutte le Azzurre e a tutti gli Azzurri che mi stanno ascoltando in tante piazze e in tanti teatri d’Italia, io dico: fatevi missionari di questa idea...
Ma il più bello, o il più triste secondo me, è che la gente ci crede!!!
Che Dio ti ascolti, e, già che ci siamo, che ti ascoltino anche tutti i Santi, compreso il nostro santo Patrono.
D'altronde, sono proprio di questi giorni le dichiarazioni di tale
Graziana Capone, che vedrebbe
Silvio come Gesù, come "una sorta di evangelico": «
lasciate che i fanciulli vengano a me», «
Chi è senza peccato scagli la prima pietra», e così via...
Siamo nel delirio più totale... Sicuramente, Silvio direbbe:
Come si fa a non commuoversi in questo momento... [applausi – dal pubblico: vai Silvio, forza Silvio, sei tutti noi!]
È un momento solenne, un momento intenso... [Dal pubblico: Silvio, accendi la luce!]
Forse il nostro Paese ha bisogno davvero della luce della speranza e della fiducia... [applausi]
Mentre venivo qui, ho pensato che c’era un matto che stava andando a incontrarsi con altri matti... [applausi – dal pubblico: Silvio, Forza Italia!!! Altrimenti ci tocca scappare dall’Italia...] Non credo, non credo... [applausi]... io credo che in questa Italia ci resteremo, ma abbiamo deciso di restarci come uomini liberi! [applausi]
Ebbene, pensando a questa follia che sembra aver contagiato tutti noi, e tanti altri insieme a noi, io pensavo che si era verificato ancora una volta quel che avevo scritto in una prefazione a un bellissimo libro, l’Elogio della follia di Erasmo da Rotterdam. In quella prefazione dicevo: «È vera la tesi che viene fuori da queste pagine: le decisioni più importanti, le decisioni più sagge, le decisioni più giuste, la vera saggezza, non è quella che scaturisce dal ragionamento, non è quella che scaturisce dal cervello, ma è quella che scaturisce da una lungimirante, visionaria follia». [applausi]
Infine un punto sul quale concordo: Silvio, sei proprio tutto matto, nel senso stretto del termine!
Continua...