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straniero
diario
30 marzo 2009
Come si chiama questa roba qua?
Scriveva di recente Marco Travaglio per l'Unità:

Nell’ultimo anno il cavalier Benito Berlusconi ha comunicato che:
  1. la sua Augusta Persona non può più essere sottoposta a processo penale, qualunque reato commetta;
  2. se una sentenza della Cassazione non gli garba, lui la cambia per decreto;
  3. se il capo dello Stato non firma il decreto, è un ostacolo alla governabilità;
  4. se la Costituzione gli impedisce di decretare su quel che gli pare, bisogna cambiarla anche a colpi di maggioranza, anche sciogliendo le Camere e «tornando al popolo». Ora ribadisce che 
  5. il Parlamento gli fa perder tempo, con tutti quei deputati e senatori (peraltro in gran maggioranza nominati da lui con finte elezioni) che non si sa mai come voteranno e propone
  6. di far votare solo i capigruppo per evitare «sorprese». Ci sarebbe pure la Costituzione, che prevede il voto del singolo parlamentare «senza vincolo di mandato», ma che sarà mai. Intanto
  7. i giudici che indagano o arrestano o scarcerano chi non vuole il governo vengono immantinente visitati dagli ispettori di Al Fano. E
  8. le strade sono pattugliate da militari e ronde di partito, embrione della nuova Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale. E
  9. le banche finiscono sotto controllo dei prefetti, cioè del Ministero dell’Interno. E, per chi protesta, è alle viste
  10. una forte riduzione del diritto di sciopero. E
  11. il governo prepara norme-bavaglio per la stampa e per i blog. E
  12. pretende di scegliersi anche il presidente della Rai, che spetta all’opposizione. 
Domanda ai fini dicitori che invitano sempre a non demonizzare: ci dite, gentilmente, come si chiama questa roba qua?

Si chiama PDL:

Il Paese ha bisogno di governabilita', l'esperienza recente ci ha dimostrato'' quante responsabilita' siano in capo al premier al quale vanno attribuiti ''maggiori poteri rispetto a quelli attuali che di fatto sono inesistenti, finti.

Si e' molto ironizzato su di me e sul ruolo di presidente del Consiglio, ma la verita' e' che io posso solo redigere l'ordine del giorno del Consiglio dei ministri ed esercitare la mia moral suasion.

I poteri che la Costituzione assegna al presidente del Consiglio sono praticamente inesistenti e senza paragone rispetto "ai governi delle altre grandi democrazie". Vanno quindi "rafforzati", perche' la "governabilita'" e' cio' di cui il Paese ha bisogno.

Lo Stato e' lento, e oggi lo e' in una condizione di emergenza. Il governo non puo' lasciarsi imbrigliare dai ritardi. E' venuto il tempo di modernizzare la seconda parte della Costituzione arricchendola consentendo al governo e Parlamento di funzionare al meglio

La riforma dei regolamenti parlamentari, che sono immutati dai tempi della prima repubblica, non e' piu' rinviabile...

Una riforma necessaria per evitare che i regolamenti siano ''lo strumento di ritardi e lo strumento e il pretesto per l'ostruzionismo da parte dell'opposizione''. Il Parlamento potra' cosi' valutare i provvedimenti secondo tempi che ''non sono posti dal governo ma dall'urgenza delle circostanze restituendo cosi' la legittimita" alle stesse Camere.

Sulle riforme costituzionali il ruolo di protagonista non spetta al governo: "La materia e' naturalmente di competenza del Parlamento, dove e' necessario il confronto e se possibile il concorso dell'opposizione".

E' evidente che la nostra maggioranza intanto non puo' sottrarsi dal fare la sua parte e compiere il suo dovere per sciogliere questo nodo nelle forme costituzionali previste. E annuncia: "I nostri capigruppo stanno gia' lavorando a una proposta di legge che presenteranno in Parlamento".

Oggi si conclude la lunghissima transizione italiana iniziata dal '93. (...) Il Pdl per Berlusconi sara' il partito ''intorno al quale ruotera' la politica italiana dei prossimi decenni''.


Dio ci scampi da una tale sciagura!


P.S. Non so voi, ma io, alle dichiarazioni programmatiche maledette di cui sopra, ci vedo gli ultimi ritocchi al famoso piano di rinascita democratica, sempre più d'attualità. Che recitava così:
  1. L' aggettivo democratico sta a significare che sono esclusi dal presente piano ogni movente od intenzione anche occulta di rovesciamento del sistema.
  2. Il piano tende invece a rivitalizzare il sistema attraverso la sollecitazione di tutti gli istituti che la Costituzione prevede e disciplina, dagli organi dello Stato ai partiti politici, alla stampa, ai sindacati, ai cittadini elettori.
  3. Il piano si articola in una sommaria indicazione di obiettivi, nella elaborazione di procedimenti - anche alternativi - di attuazione ed infine nell'elencazione di programmi a breve, medio e lungo termine.
  4. Va anche rilevato, per chiarezza, che i programmi a medio e lungo termine prevedono alcuni ritocchi alla Costituzione successivi al restauro delle istituzioni fondamentali.
Ci siamo, Italiani, Italiane, ci siamo, manca poco al compimento finale, il cui risultato sarà un'apparenza di guscio democratico, totalmente svuotato dei contenuti della democrazia...

In francese, si direbbe: Italiani, Italiane, che c'avete, la merda agli occhi?



permalink | inviato da jmleray il 30/3/2009 alle 0:35 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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