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straniero
28 febbraio 2009
La cura
La cura c’è ed è molto semplice: la verità, avere il coraggio di dire la verità su quello che è successo...


Francamente, sentire queste parole, pronunciate quasi seriamente dal Ministro dell'Economia e delle Finanze nel Governo Berlusconi IV, oppure delle frasi audaci del tipo Non è tempo di leggere i libri di economia ma la Bibbia, è come sentire Berlusconi parlare di verità (ricordate...), lascia il tempo che trova.

Berlusconi non ha la minima idea di quello che sia la verità. Per lui le parole non hanno assolutamente nessun senso, tranne quello che li serve al momento in funzione delle circostanze.

Per lui bianco è nero, oppure grigio, oppure rosa, verde, blu, giallo, dipende. Ma bianco non è mai bianco. Mai. Però, per legge si proclama che il nero è bianco...

Di certo sa benissimo quello che dice, ma la sua mente è talmente distorta che mente a più non posso. Quando Berlusconi apre bocca, siate pure certi che mente, indipendentemente di quello che dice. Sono centinaia - per non dire migliaia - le sue dichiarazione menzognere, per non dire ridicole, sotto agli occhi di tutti durante gli ultimi quindici anni...

Diceva già Indro Montanelli, che lo conosceva bene:

Berlusconi è il bugiardo più sincero che ci sia, è il primo a credere alle proprie menzogne. E’ questo che lo rende così pericoloso. Non ha nessun pudore. Berlusconi non delude mai: quando ti aspetti che dica una scempiaggine, la dice. Ha l’allergia alla verità, una voluttuaria e voluttuosa propensione alle menzogne. 

Mente semplicemente perché non sa più che cosa sia la verità. Se l’ha mai saputo. E non parlo di verità trascendentali, parlo di verità semplici, come bianco è bianco, appunto.

Il suo discorso "umano", per quanto mi riesce difficile vedere dell' "umano" in quel essere vomitevole dal cuore rinsecchito e dalla coscienza pulita quanto un sepolcro imbiancato di evangelica memoria, è motivato soltanto dai suoi interessi personali, familiari, di clan, dalle sue piccole ambizioni, che non hanno niente a che vedere con il bene comune, il bene dei "cittadini", una delle parole che preferisce usare ed abusare per sciacquarsi la bocca.

Non ha nessuna decenza, nessun rispetto degli altri, ogni giorno che passa, ci porta dichiarazioni infuocate di Berlusconi che professa odio, riprese ad nauseam dall'esercito sconfinato dei suoi leccaculi (citandone uno per tutti, ilgiornale), che complotta per contrapporre gli italiani tra di loro, per farsi votare leggi che gli fanno comodo ma che non servono un bel cazzo al 99,99% della gente, neppure a tutti quei coglioni (parole sue) che lo hanno votato perché si sono lasciati fregare dalle sue false promesse da canzoniere, dalle promesse del capo ciarlatano e dei suoi giullari dagli occhi storti.

Come dice così giustamente Beppe Grillo:

Ogni giorno una nuova, pessima notizia. Non è sufficiente difendersi dal crollo dell'economia, occuparsi dei mille problemi quotidiani. Non basta. Ogni giorno che Dio manda in terra dobbiamo difenderci da una nuova legge, un decreto, un emendamento, un esproprio dei nostri diritti civili.

I nostri dipendenti operano senza sosta per mettersi al sicuro dalla magistratura e dalla resa dei conti. E' spossante e anche umiliante per un cittadino vivere in Italia. In tutto il mondo si cerca di fronteggiare la crisi, questi politicanti, ex fascisti, ex leghisti, piduisti a tempo pieno usano la crisi per rafforzare il loro potere ed eliminare gli altri, dalla magistratura, al Parlamento, alla Corte dei conti, alla presidenza della Repubblica.

Ciò detto, il suo stato di menzogna permanente è perfettamente funzionale ai suoi fini, e si basa soprattutto su di una decostruzione berlusconiana, sistematica, costante, accanita, del linguaggio comune, smontato pezzo per pezzo, parola per parola, per poter usarle a proprio piacimento, cariche di una polisemia selvaggia che varia a secondo dell’interlocutore, della situazione, e magari anche più volte al giorno.

Così da confondere lo spirito della gente, da non fare capire più niente a nessuno. 

Da tempo dice Marco Travaglio

Urge vocabolario

Le parole. Dicevamo delle parole e del loro significato distorto, svuotato, geneticamente modificato. Come possiamo vivere insieme e sentirci comunità se non abbiamo più nemmeno un linguaggio comune? […] 

In compenso Berlusconi e Bossi, cioè gli estremisti più autoritari ed eversivi mai visti in una democrazia, rappresentano il polo «moderato» e «liberale».
Chiamiamo «demonizzatori» o «apocalittici» quanti hanno descritto e denunciato, insieme a tutto il mondo libero, il conflitto d’interessi illiberale del Cavaliere, il suo abuso delle televisioni, le sue censure di regime e le sue leggi d’impunità su misura: la semplice descrizione quotidiana delle mostruosità del quinquennio 2001-2006 è divenuta «antiberlusconismo», allarmando chi pensa che l’informazione e la satira debbano «moderare i toni» e l’opposizione non debba opporsi troppo. […] 

Ma come possiamo raccontare i fatti, se non siamo più d’accordo con le parole?

E’ proprio questo lo scopo di Berlusconi: annebbiare i cervelli, ribaltare completamente la realtà così che la gente non possa più capire che quando lui pronuncia “vita” intende “morte”, che quando lui pronuncia “amore” intende “odio”, che quando lui pronuncia “bene” intende “male”, in un delirio permanente che mi ricorda una famosa maledizione biblica: 

Guai a coloro che chiamano bene il male e male il bene, che cambiano le tenebre in luce e la luce in tenebre, che cambiano l'amaro in dolce e il dolce in amaro. 

Isaia 5,20

Ma è pur vero che il Signor B. ha una visione tutta sua dell’esegesi, chiedete a Mills…

Intanto però trama per diventare anche lui presidente della Repubblica italiana, dopo presidente del Milan e di non so quante altre cazzate, la cosa manca nel suo CV…

Certo, partire da apprendista muratore per finire presidente operaio, pardon, presidente della Repubblica, potrebbe sembrare un modello di riuscita sociale, anche se in quel caso ne andrebbe della parola “Repubblica” come di tutte quelle altre che tocca: leggere “Repubblica”, intendere “Regime”. 

E per di più della peggior specie: mescolio di “autocrazia; signoria moderna; egoarchia; governo padronale o aziendale; dominio mediatico; grande seduzione; regime dell'unto del Signore; populismo o unzione del popolo; videocrazia; plutocrazia, governo demoscopico”… per riprendere termini di Gustavo Zagrebelsky nell’editoriale “Il veleno nichilista che anima il regime” parso di recente su Repubblica.

A quel punto terrei pure a ricordare queste parole di Roberto Scarpinato, Procuratore aggiunto presso la Procura Antimafia di Palermo, un luogo dove certamente le parole hanno il loro peso (sempre a secondo di chi le pronunzia, ovvio):

... quella classe dirigente nazionale, una delle classi più predatrici e violente dell'occidente europeo.

Che conclude così: Ci avviamo verso una democrazia mafiosa? Sentite anche qua...

Dio mio! Non sia mai una tale sciagura, spero che gli italiani si sveglieranno da quell’incubo!

No, fuori della sua realtà, Berlusconi non ha la minima idea di quello che è la verità. Si crede onnipotente ma è soltanto un povero illuso che pensa di essere riuscito nel piegare la realtà ai suoi desideri, ai suoi capricci, alle sue piccole ambizioni. Finché un giorno la realtà, quella vera, dura e cruda, se la troverà di fronte. Quel giorno, per niente al mondo, vorrei essere a posto suo!

Quindi per quanto possa valere, ecco un mio consiglio spassionato al presidente del "consiglio" e al suo manipolo di burattini/burattinai tutti più impresentabili gli uni degli altri: prima di parlare di verità, cominciate per applicare la cura a voi stessi.

E poi andatevene in convalescenza a quel paese... qualunque sia, purché non sia l'Italia! Craxi dovrebbe insegnare la via...


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permalink | inviato da jmleray il 28/2/2009 alle 11:57 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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