.
Annunci online

straniero
diario
29 maggio 2018
Lettera aperta a #Mattarella
Il Prof. Paolo Savona comincia così la sua risposta:

Ho subito un grave torto dalla massima istituzione del Paese sulla base di un paradossale processo alle intenzioni di voler uscire dall’euro e non a quelle che professo e che ho ripetuto nel mio Comunicato, criticato dalla maggior parte dei media senza neanche illustrarne i contenuti.

Aggiungo che l'Italia tutta ha "subito un grave torto dalla massima istituzione del Paese" e cercherò di spiegare perché. La mia non è un'affermazione gratuita, ma pensata, ragionata, e soprattutto basata sulle sue stesse parole:

La designazione del ministro dell’Economia costituisce sempre un messaggio immediato, di fiducia o di allarme, per gli operatori economici e finanziari.
Ho chiesto, per quel ministero, l’indicazione di un autorevole esponente politico della maggioranza, coerente con l’accordo di programma. Un esponente che – al di là della stima e della considerazione per la persona – non sia visto come sostenitore di una linea, più volte manifestata, che potrebbe provocare, probabilmente, o, addirittura, inevitabilmente, la fuoruscita dell’Italia dall’euro. Cosa ben diversa da un atteggiamento vigoroso, nell’ambito dell’Unione europea, per cambiarla in meglio dal punto di vista italiano.

L'unica chiave di interpretazione di queste sue parole (frittomisto di frottole, Travaglio dixit) sta in questo verbo: "potrebbe", un condizionale! E se non fosse stato capito, addirittura raddoppiato da un altro: "potrebbe ... probabilmente", almeno siamo sicuri! Seguito da un fantastico "o, addirittura, inevitabilmente", così come per voler fare apparire INEVITABILE una situazione che comunque non verrà mai a concretizzarsi, perché tanto, con la sua decisione sciagurata, l'esecutivo che "potrebbe... probabilmente, o, addirittura, inevitabilmente" provocare non si sa che cosa non vedrà mai la luce!

Ma qua siamo alla sfera di cristallo, caro Presidente! Non sapevo che per fare il garante della Costituzione, era pur indispensabile avere doni da veggente! Se io faccio questo, succederà questo, o meglio, "potrebbe... probabilmente, o, addirittura, inevitabilmente" succedere questo!

Quindi tanto meglio non farlo succedere... Roba da matti!

L'ha scritta lei, quella frase, Presidente, oppure se l'è fatta scrivere da qualche indovino di sua conoscenza? Perché mi dica, Presidente, ad oggi si è mai visto un Presidente della Repubblica prendere una decisione così dramaticamente grave per le sorti del Paese basata su una motivazione così ridicolamente priva da ogni fondamento?

"potrebbe... probabilmente, o, addirittura, inevitabilmente"

Allorquando con questa "fama" che lo precedeva, il Prof. Savona avrebbe avuto una formidabile carta in mano per andare a negoziare a nome dell'Italia! Lo spiega lui stesso nella sua risposta

...avrei chiesto all’Unione Europea di dare risposte alle esigenze di cambiamento che provengono dall’interno di tutti i paesi-membri; aggiungo che ciò si sarebbe dovuto svolgere secondo la strategia di negoziazione suggerita dalla teoria dei giochi che raccomanda di non rivelare i limiti dell’azione, perché altrimenti si è già sconfitti, un concetto da me ripetutamente espresso pubblicamente.

Ecco quindi che tutto l'immenso fracasso dei media mainstream contro il professore "eretico" gli sarebbe tornato eccezionalmente utile per essere in posizione di forza, e non di debolezza (condizione pressoché comune a tutti quelli che fino ad ora hanno avuto in Europa un comportamento sommesso, inversamente proporzionale a quanto gridavano a gran voce in Italia, Matteo Renzi su tutti)!

Io ritengo che lei abbia combinato un casino gigantesco, caro Presidente, un errore politico enorme, di una gravità inaudita. Si può dire? Oppure verrò perseguito dalla polizia postale per lesa-maestà? Sarà che questo reato è già stato abolito nel mio paese, ma non posso stare zitto di fronte al vulnus della democrazia che lei ha creato con la sua decisione così sconsiderata, basata su di una motivazione così evanescente:

"potrebbe... probabilmente, o, addirittura, inevitabilmente"

Quindi, con questa premessa, tutte le sue ulteriori disquisizioni su
  • L’incertezza sulla nostra posizione nell’euro ha posto in allarme gli investitori e i risparmiatori, italiani e stranieri, che hanno investito nei nostri titoli di Stato e nelle nostre aziende. 
  • L’impennata dello spread, giorno dopo giorno, aumenta il nostro debito pubblico e riduce le possibilità di spesa dello Stato per nuovi interventi sociali.
  • Le perdite in borsa, giorno dopo giorno, bruciano risorse e risparmi delle nostre aziende e di chi vi ha investito. E configurano rischi concreti per i risparmi dei nostri concittadini e per le famiglie italiane.
  • Occorre fare attenzione anche al pericolo di forti aumenti degli interessi per i mutui, e per i finanziamenti alle aziende. In tanti ricordiamo quando – prima dell’Unione Monetaria Europea – gli interessi bancari sfioravano il 20 per cento...
lasciano il tempo che trovano, è tutto semplicemente un "paradossale processo alle intenzioni" (Prof. Savona dixit) che di certo non è degno di un Presidente della Repubblica.

Potrei ancora aggiungere diverse cosucce, ma non mi va. Questa situazione mi ha schifato, penso che con la sua decisione lei ha preso in giro il popolo italiano, e la cosa è già chiara dall'inizio del suo discorso:

Dopo aver sperimentato, nei primi due mesi, senza esito, tutte le possibili soluzioni, si è manifestata – com’è noto – una maggioranza parlamentare tra il Movimento Cinque Stelle e la Lega che, pur contrapposti alle elezioni, hanno raggiunto un’intesa, dopo un ampio lavoro programmatico.

Ne ho agevolato, in ogni modo, il tentativo di dar vita a un governo.

Con l'esito che oggi sta sotto agli occhi di tutto il paese. 

Quel tentativo, caro Presidente, "avrebbe potuto... probabilmente, o, addirittura, inevitabilmente" vedere la luce. DOVEVA vedere la luce. Invece lei ha preferito mettere il suo veto, senza un giustificato motivo (salvo voler seriamente asserire che "potrebbe... probabilmente, o, addirittura, inevitabilmente" sia un giustificato motivo), e le cui conseguenze sono per ora del tutto inimmaginabili. Certo, Di Maio e Salvini, non hanno scritto la storia.

Ma lei, sicuramente, sì. Ad maiora semper...

Jean-Marie Le Ray

P.S. Mano a mano che scoprirò pareri contrari alla decisione di Mattarella, sicuramente molto più autorevoli della mia semplice analisi, li aggiungerò in questa lista:



permalink | inviato da jmleray il 29/5/2018 alle 7:0 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
19 dicembre 2016
Le dichiarazioni mendaci di Valeria Fedeli
Vorrei tornare in modo più approfondito sulle false dichiarazioni della neo Ministra dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca (MIUR), che ha mentito pubblicamente sulle qualità personali proprie, dichiarando che era laureata in Scienze sociali quando invece risulta che non abbia conseguito neanche la maturità!

Preciso subito che il problema non è quello di non avere la maturità (non ce l'ho neanche io), e neppure la laurea, anche se magari sarebbe auspicabile per chi è chiamato a ricoprire quel ruolo.

No, più semplicemente, il vero problema è quello di aver dichiarato consapevolmente il falso. 

Ricordo che Valeria Fedeli, come gli altri ministri ed il Presidente del consiglio, ha giurato il 12 dicembre 2016 usando la formula rituale seguente:

« Giuro di essere fedele alla Repubblica, di osservarne lealmente la Costituzione e le leggi e di esercitare le mie funzioni nell'interesse esclusivo della Nazione. »

Chissà se la fattispecie della dichiarazione mendace rientra però nel perimetro dell'articolo 54 della Costituzione italiana, che recita:

« I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina ed onore, prestando giuramento nei casi stabiliti dalla legge. »

Mi sono già chiesto, non essendo uno specialista di diritto, a che tipo di reato questa falsa dichiarazione era ascrivibile?



In effetti, secondo l'articolo 496 Codice Penale, intitolato "False dichiarazioni sulla identità o su qualità personali proprie o di altri":

« Chiunque, fuori dei casi indicati negli articoli precedenti, interrogato sulla identità, sullo stato o su altre qualità della propria o dell’altrui persona, fa mendaci dichiarazioni [c.p. 651] a un pubblico ufficiale [c.p. 357] o a persona incaricata di un pubblico servizio [c.p. 358], nell' esercizio delle funzioni o del servizio, è punito con la reclusione da uno a cinque anni (1). »

Ora, si tratta di capire in che fattispecie rientra una vice-presidente del Senato (è o non è un pubblico ufficiale?), che faceva dichiarazioni mendaci sulle qualità proprie nel suo CV, roba sicuramente mai presa in considerazione dal legislatore...

La Fedeli, così come chi le sta intorno e tutto l'apparecchio del PD, hanno subito tentato di minimizzare e di spostare la discussione su altri argomenti, incassando persino la solidarietà della Boldrini e di altri. Ha dichiarato lei stessa al Corriere: «... posso aver commesso una leggerezza, ma finire sotto accusa in questo modo davvero non me lo sarei mai aspettato». Prima di aggiungere (peggiorando la sua situazione): «Se volevo mentire o truffare non avrei mai messo nel mio curriculum diploma di laurea, ma avrei scritto laurea e basta».

Ma lasciamo perdere gli "infortuni lessicali" per esaminare i fatti. Sul suo sito, ecco la differenza tra prima e dopo:



Prima: "Finite le scuole mi sono trasferita a Milano per iscrivermi dove ho conseguito il diploma di laurea in Scienze Sociali, presso UNSAS."

Dopo: "Finite le scuole mi sono trasferita a Milano dove ho conseguito il diploma per assistenti sociali, presso UNSAS."

Quindi, secondo le parole stesse della neo ministra, se avesse voluto mentire o truffare, non avrebbe mai scritto nel suo curriculum "diploma di laurea", bensì "laurea e basta".

L'enorme incoerenza della Fedeli però, è che nel suo curriculum, disponibile online fino a qualche giorno fa (laddove ora c'è una bella pagina 404), aveva scritto proprio così: "Laureata in Servizi Sociali (attuale laurea in Scienze Sociali)"!



E ancora di più esplicita sul sito del Pd!



Quindi se le parole hanno un senso (così come si direbbe che la matematica non è un'opinione), cosa dovremmo pensare?

Personalmente ho cercato sul Web quali potrebbero essere le conseguenze legali di cotanta "leggerezza", e ho trovato diverse interpretazioni (anche se non so esattamente quali siano applicabili o meno al caso di specie) sulla rilevanza penale del curriculum vitae contenente false attestazioni, ma anche, Cass. n. 11488/1990:

« Le mendaci dichiarazioni sulle qualità proprie configurano l'ipotesi prevista dall'art. 496 c.p. ogni qual volta il mendacio non abbia alcuna attinenza, né diretta né indiretta, con la formazione di un pubblico atto. Se le dichiarazioni siano invece destinate ad essere riprodotte in un atto pubblico o vengano ad integrarne il contenuto o siano comunque rilevanti ai fini della formazione di esso, si realizza allora l'ipotesi delittuosa prevista dall'art. 495 c.p. (Fattispecie relativa ad una mendace dichiarazione sul possesso del titolo di studio contenuta in una domanda rivolta dall'imputato al provveditore agli studi per l'inclusione nelle graduatorie provinciali dei bidelli; ...) »

Per cui di fronte a chi mente sul possesso del titolo di studio per diventare bidello, cosa si potrà mai dire di una vice-presidente del Senato che ha mentito sul suo CV ed è stata promossa a Ministra dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca? 

Per parafrasare il buon @Jacopo_Iacoboni, valutate voi... Ma quando è troppo, è troppo!






permalink | inviato da jmleray il 19/12/2016 alle 0:12 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
30 novembre 2016
Cronologia di una disinformazione perfettamente organizzata
Post dedicati a questa storia:
* * *
«La disinformazione in rete porta odio e violenza»
                                                           Laura Boldrini

Prima puntata

mercoledì 2 novembre 2016Jacopo Iacoboni pubblica sulla Stampa online: La propaganda russa all’offensiva anti-Renzi. E il web grillino rilancia. [prima parte di un’inchiesta in due puntate]
sabato 5 novembre 2016Jacopo Iacoboni pubblica sulla Stampa online: L'abbraccio dei cinque stelle con i due emissari di Putin. [seconda parte di un’inchiesta in due puntate]
martedì 8 novembre 2016Jacopo Iacoboni pubblica sulla Stampa online: L'Antidiplomatico, così un sito divulga la linea filo-russa del M5S.
giovedì 10 novembre 2016Jacopo Iacoboni pubblica sulla Stampa online: La formula odio + cyberpropaganda (articolo dove apparentemente si parla dell’Italia soltanto di striscio, ma comunque con riferimenti precisi al M5S)
lunedì 14 novembre 2016Jacopo Iacoboni pubblica sulla Stampa online: The Russian propaganda against Renzi: and Grillo’s web backs it up (traduzione in inglese della prima parte dell’inchiesta pubblicata il mercoledì 2 novembre 2016)
lunedì 14 novembre 2016Jacopo Iacoboni pubblica sulla Stampa online: The affaire between the Five Star Movement and Putin’s emissaries (traduzione in inglese della seconda parte dell’inchiesta pubblicata il sabato 5 novembre 2016)
mercoledì 16 novembre 2016Jacopo Iacoboni pubblica sull’edizione cartacea della Stampa: Palazzo Chigi denuncia l’account della cyber propaganda pro M5S (articolo pubblicato all’indomani della denuncia per diffamazione alla Procura di Firenze di Beatrice Di Maio, che scrive sotto pseudonimo sull’account Twitter @BeatricedimaDi, presentata dal sottosegretario a Palazzo Chigi Luca Lotti)
mercoledì 16 novembre 2016Lo stesso giorno in cui la Stampa pubblica l'articolo di Iacoboni, il PD rivolge al governo un'interrogazione parlamentare, con primo firmatario il capogruppo in commissione Affari costituzionali, Emanuele Fiano, chiedendo: “Esiste una struttura che lavora nel web con il compito di diffamare con notizie false il PD e le istituzioni della Repubblica? Se vero, da chi è controllata e in che modo è organizzata?”, e aggiungendo “Di questa preoccupante ipotesi di una macchina del fango costruita ad arte a favore del M5S, ne sanno qualcosa il vice presidente della Camera Luigi Di Maio, Grillo, Davide Casaleggio, Di Battista? Oppure ancora una volta saranno bravi a urlare nei loro comizi ma a tacere quando si tratta di ipotesi così gravi che li riguardano”. In contemporanea, i senatori Francesca Puglisi e Andrea Marcucci presentano anche ad Alfano l’interrogazione seguente: “Fa capo al M5S una macchina del fango che ha il compito di diffondere notizie false e diffamatorie contro il governo e le istituzioni? L’interrogazione prende spunto da un servizio giornalistico su un account legato al M5S che sembrerebbe gestito da una società e dalla denuncia presentata dal sottosegretario Luca Lotti”.
martedì 22 novembre 2016Jacopo Iacoboni pubblica sulla Stampa online: Ecco la cyber propaganda pro M5S. La procura indaga sull’account chiave (una settimana dopo la denuncia, versione online dell’articolo pubblicato il mercoledì 16 novembre 2016 sull’edizione cartacea del giornale)
martedì 22 novembre 2016Jacopo Iacoboni pubblica sulla Stampa online la versione in inglese del suo articolo: “Pro 5SM cyber propaganda. Attorney investigates key account”. Sottotitolo: Algorithms, fake news, hoaxes. Palazzo Chigi has filed a complaint for defamation.
martedì 22 novembre 2016Jacopo Iacoboni pubblica sulla Stampa online: Cyber propaganda pro M5S, Quattrociocchi: “Anche da noi architetture organizzate sul web”.
giovedì 24 novembreFranco Bechis svela su Libero il suo scoop sulla vera identità di Beatrice Di Maio: si tratta di Tommasa Giovannoni Ottaviani, detta Titti, moglie di Renato Brunetta.

Durante queste tre settimane, non so quante volte Jacopo Iacoboni sia stato invitato in televisione per illustrare la sua "teoria", ripresa anche nei giornali e sul Web in modo totalmente acritico un po’ da tutte le parti. Il suo giornale lo ha pure premiato. Fine prima puntata.

* * *

Seconda puntata

martedì 29 novembre 2016Alberto Nardelli, editore di BuzzFeed News Europe, pubblica sul sito di Buzzfeed.com, probabilmente con la traduzione di Craig Silverman (BuzzFeed Canada): Italy’s Most Popular Political Party Is Leading Europe In Fake News And Kremlin Propaganda.
martedì 29 novembre 2016Il post di Nardelli è ripreso da Huffitongpost, per una versione in italiano intitolata L'analisi di Buzzfeed sulla propaganda M5S: "I leader hanno creato siti e account legati al Movimento per diffondere false notizie"
mercoledì 30 novembre 2016Oggi (e molto verosimilmente nei giorni a venire) arriva la cavalleria: Ilpost.it, Corriere, Repubblica, L'Unità poteva mancare?), la PD Community, ecc. ecc., l’argomento "L'inchiesta di Buzzfeed" è nella trending list di Twitter etc. Buzzfeed pubblica la versione del suo post in italiano, intitolato Movimento Cinque Stelle Primo In Europa A Diffondere Notizie False E Propaganda Russa. Scommetto pure che da qua a domenica se ne parlerà in televisione, alla radio e sui giornali, oltre che su Internet e dall'altra parte dell'Atlantico.
domenica 4 dicembre 2016Si vota per il Referendum costituzionale.
lunedì 5 dicembre 2016Comunque vadano le cose, Signore e Signori, saranno cazzi!

E' importante precisare che a sostegno delle sue tesi, piuttosto superate, Nardelli dice in un tweet che Grillo/M5S negano la vicinanza di alcuni siti con la Casaleggio e il blog di Grillo, provata invece con la superposizione di ID Adsense tra i diversi siti. 

OK, ma qual è il nesso tra questo e l’affermare che il partito di Grillo è la principale fonte di disinformazione in Italia, anzi in Europa (!), che diffonde notizie false di cui molte sono imbeccate direttamente dalla propaganda russa?

Anche io a suo tempo ho cercato di saperne di più sul blog di Grillo:

I numeri del blog di Grillo sono uno dei segreti meglio custoditi della II^ Repubblica!

... per cui su questo punto Grillo o chi per lui non può più evitare il discorso della trasparenza, che per altro sarebbe da sempre una priorità del Movimento 5 stelle. Che dovrebbe praticare in casa quello che invece pretende solo dagli altri.

E invece di sputanare Artini (tramite il sito http://www.tzetze.it/) con parole vuote e mal argomentate, tentare per una volta di rispondere sul merito della questione, in modo trasparente: "Quanto guadagna veramente il blog di Beppe Grillo?"

Tra l’altro se Grillo o la Casaleggio facesse una volta per tutte quell’operazione di trasparenza, un attacco concentrico come quello che stanno subendo in questo momento non sarebbe più possibile. Spero quindi che impareranno dei loro errori.

Ma intanto non vedo a che titolo la comunanza dell’ID Adsense tra questi siti e la Casaleggio, oppure la registrazione di alcuni a nome della Casaleggio (basta una query whois per verificarlo), possano giustificare o provare la conclusione di una struttura dedicata a bastonare e orchestrare manipolazioni, caso che vedo invece proprio da parte di chi vorrebbe denunciare un simile fatto.


P.S. Terza puntata 

Siccome ho terminato la redazione di questo post ieri, aggiungo un'ulteriore tabella in cui inserirò quello che ritengo importante, e che uscirà da qua a domenica.

giovedì 1 dicembre 2016Annalisa Chirico pubblica sul Foglio una "inchiesta sul prossimo big bang grillino" dal titolo La strada che porta allo scioglimento del 5 stelle, segnalato in prima pagina, e con un inserto di 3 piene pagine all’interno del giornale, intitolato: LA STRADA CHE PORTA ALLA DISSOLUZIONE. Sottotitolo: "Non solo il caos delle firme. Dalla doppia natura giuridica del movimento alle indagini sulle sospensioni. Ma cos'è la legalità per i grillini? Perché M5s rischia un big bang giuridico". Tra chi firma l'inchiesta, l'opinione è che tutto questo sarebbe "síndrome da contenitore vuoto"...
giovedì 1 dicembre 2016nextquotidiano.it pubblica sul proprio sito, a firma Giovanni Drogo, un post intitolato: "L’assegno da 80 milioni di Beppe Grillo è scoperto. Ti rendi conto???", riguardante l'assegno del M5S intestato “al Popolo Italiano” per il secondo Restitution Day del 2016. Drogo conclude così: "Se il Popolo italiano volesse incassare quell’assegno scoprirebbe semplicemente di essere stato truffato."
venerdì 2 dicembre 2016
In un articolo intitolato Il Web non crea demagoghi, Gianni Riotta scrive sulla Stampa (pagg. 1 e 25): «In uno strepitoso saggio su Buzzfeed Alberto Nardelli e Craig Silverman hanno dimostrato come dal blog di Beppe Grillo e Davide Casaleggio vengano diffusi e smistati - tra spot a pagamento - molte delle false notizie confezionate in Russia, o in altri paesi, dalla macchina di disinformazione del Cremlino e di Putin. Fatto grave e da chiarire, soprattutto per un partito ligio alla trasparenza come i 5 Stelle...»
venerdì 2 dicembre 2016
Jason Horowitz pubblica su The New Yor Times due articoli, rispettivamente intitolati With Populist Anger Rising, Italy May Be Next Domino to Fall e Spread of Fake News Provokes Anxiety in Italy, riportando in quest'ultimo: «Buzzfeed (con link) and the Italian newspaper La Stampa recently reported that blogs, social media accounts and websites in Russia connected to the Five Star Movement were spreading fake news harmful to Mr. Renzi across their vast virtual networks
venerdì 2 dicembre 2016
Luigi Bisignani (!) pubblica in prima pagina un editoriale al vetriolo sul Tempo, intitolato «Milena Gabanelli la carta di Grillo?», dove presenta la Gabanelli come “abituata a vincere portando avanti tesi precostituite con contraddittori maliziosi, caratterizzati da interviste sminuzzate con telecamere sparate sul viso che farebbero apparire anche Madre Teresa come una criminale” e aggiunge ... “Grillo deve tirare a tutti i costi fuori dal cilindro una soluzione per uscire dai pasticci in cui e finito, che vanno dalla raccolta delle firme false di Palermo fino allo Statuto e alle espulsioni, ben documentati da Annalisa Chirico su Il Foglio. (...) Chi meglio di Milena Gabanelli, con la sua immagine di guerrigliera senza macchia e senza paura, può invertire la rotta e riportare entusiasmo in un Movimento dilaniato ormai da guerre intestine e con una base sempre più disorientata? Gli ambasciatori sono al lavoro pronti a smentire ogni sussurro”.
sabato 3 dicembre 2016
Alla vigilia del voto referendario, credo che il Presidente del Consiglio italiano vorrà fare i suoi migliori auguri al Paese... #ItaliaStaiSerena




permalink | inviato da jmleray il 30/11/2016 alle 18:31 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
30 novembre 2016
La soglia d'inoculazione della disinformazione
Post dedicati a questa storia:
* * *

Viviamo tempi in cui un certo Goebbels si sarebbe trovato perfettamente a suo agio. Ed anche se riesce difficile attribuire una paternità al famoso "Calunniate, calunniate, sempre qualcosa resterà", la logica della propaganda e della disinformatia nell'era dell'infowar è più florida che mai.

Ora vorrei approfondire quelli che sono - secondo me e parlo soltanto a nome mio - i meccanismi di una disinformazione molto efficace, orchestrata con metodo e largamente premeditata: durante tutto il mese di novembre i germi sono stati seminati con costanza da tale Jacopo Iacoboni, sedicente giornalista, il quale ha scritto sul suo giornale (La Stampa) 9 articoli tra l'inizio del mese ed il 22, di cui 8 ferocemente anti-Movimento V Stelle:
  1. Cyber propaganda pro M5S, Quattrociocchi: “Anche da noi architetture organizzate sul web” (22/11/2016)
  2. Ecco la cyber propaganda pro M5S. La procura indaga sull’account chiave (22/11/2016)
  3. The affaire between the Five Star Movement and Putin’s emissaries (14/11/2016)
  4. The Russian propaganda against Renzi: and Grillo’s web backs it up (14/11/2016)
  5. La formula odio + cyberpropaganda (10/11/2016) 
  6. L'Antidiplomatico, così un sito divulga la linea filo-russa del M5S (08/11/2016)
  7. L'abbraccio dei cinque stelle con i due emissari di Putin [seconda parte di un'inchiesta uscita in due puntate, il 2 e il 5 novembre] 
  8. La propaganda russa all’offensiva anti-Renzi. E il web grillino rilancia [questa inchiesta è uscita in due puntate su La Stampa, il 2 e il 5 novembre 2016] 
(Solo nel 5, dove apparentemente si parla dell’Italia soltanto di striscio, riesce comunque ad infilarci il M5S).

Per cui è palese che dall'inizio del mese la strada è chiaramente pianificata, tutti i grandi temi sono già scritti dal venditore di bufale.

Al punto di arrivare all'edizione cartacea del 16 in cui una denuncia per diffamazione a carico dell'account Twitter @BeatricedimaDi (presentata il giorno prima dal sottosegretario a Palazzo Chigi Luca Lotti) dà il pretesto a Iacoboni per infilare una specie di "analisi matematica" farlocca (fino a prova contraria che lui non intende fornire, per adesso) tutta tesa a dimostrare le "colpe" del M5S: “C’è una centrale che gestisce materialmente questi account? La Procura si trova ora a indagare anche su questo.”

Il che risulta a tutt'oggi totalmente falso!

Lo scoop di Libero svelando poi la vera identità di "Beatrice Di Maio", che non ha assolutamente niente a che vedere con il M5S, il teorema faticosamente imbastito da Iacoboni, che già faceva acqua da tutte le parti, viene definitivamente spazzato via.

Almeno così sembrava. Sino all'entrata in scena di tale Alberto Nardelli, che pubblica ieri sul sito Buzzfeed "Italy’s Most Popular Political Party Is Leading Europe In Fake News And Kremlin Propaganda", ripreso al volo dall'Huffington Post con un'analisi di Buzzfeed sulla propaganda M5S: "I leader hanno creato siti e account legati al Movimento per diffondere false notizie".

Da notare poi che se il post dell'Huffington è in italiano (uscito in modo "molto puntuale" come dice umoristicamente Iacoboni), quello di Buzzfeed è in inglese, giustamente per portare il messaggio oltre confine, un vero salto di qualità...

A chi fa osservare a Nardelli la vicinanza del suo post con gli argomenti trattati da Iacoboni, risponde che lui ha già posto una dozzina di domande a M5S e Casaleggio Associati: "Risposte alle domande specifiche: 0".

Quindi gli ho chiesto "dove si possono leggere quelle domande?", ma lui non mi ha risposto.

Strano però che qualcuno che si lamenta dell'assenza di risposte da parte di chi interroga, a sua volta non risponde a chi gli fa domande specifiche. Oppure quelle domande, come la famosa analisi matematica di Iacoboni, sono segrete?

Io invece ricordo domande a Berlusconi da parte della Repubblica, o domande del Fatto quotidiano a Matteo Renzi, anche quelle rimaste inevase, però almeno erano pubbliche. In modo che ognuno potesse farsi la propria opinione.

Ma Nardelli e Iacoboni, no. A loro basta affermare senza mai dimostrare né tantomeno provare alcunché.

Ora se la c.d. analisi di Buzzfeed non dice niente di nuovo, riprendendo ad orologeria roba vecchia, amplifica però i veleni seminati ad arte da Iacoboni sulle false notizie e la "Kremlin propaganda" messe in atto dai leader delle Cinque Stelle.

Il post di Buzzfeed è un colpo da maestro, già ripreso e ritwittato centinaia di volte, da Vittorio Zucconi a Davide Serra, da Poynter (167K followers) a giornalisti ed altre decine e decine di più o meno anonimi.

Poi è da prevedere che nei giorni successivi, esattamente come nel caso di Iacoboni (che si trova in questo modo "riabilitato"), tutto questo circo sarà amplificato a dovere sui giornali, nelle TV e alla radio, oltre che su Internet.

Si può quindi concludere senza alcun rischio di smentita che l'inoculazione della disinformazione ha funzionato alla grande, ormai la notizia si è viralizzata.

* * *

Quando si parla di "soglia d'inoculazione della disinformazione", si fa riferimento al concetto di "Small Seed Sets", trattatato già nel 2012 nel documento Large Social Networks can be Targeted for Viral Marketing with Small Seed Sets, firmato Paulo Shakarian e Damon Paulo, istruttori nell'Accademia militare di West Point, NY, e a quello di "tipping point", sviluppato l'anno seguente nello studio A Scalable Heuristic for Viral Marketing Under the Tipping Model, sempre firmato dai stessi Paulo Shakarian e Damon Paulo, ai quali si è aggiunto Sean Eyre, altro istruttore di West Point.

Per chi vuole approfondire, c'è anche un'altro documento precursore sul tribal relationship network che fa perfettamente al nostro caso.

Come ho già avuto l'occasione di dirlo in francese, si tratta del punto di svolta in cui una "notizia" forgiata e veicolata inizialmente da pochi influencer scelti a dovere diventa mainstream. 

In altri termini, si cerca di trovare una soluzione algoritmica per indirizzare una rete sociale su larga scala, dopo aver identificato in essa il nucleo minimo di utenti (in quantità e qualità: seed sets) presso cui iniettare un messaggio di cui si sa che avrà tutte le possibilità di diffondersi all'insieme della rete, e anche al di fuori: dal momento che è probabile che le "informazioni" passino da Facebook per essere riprese su Twitter (o viceversa), e poi sui blog, in TV, alla radio e sulla stampa, ecc., e alla fine di contaminare (manipolare) tutti i media ... e quindi gli spiriti!

Vi ricorda qualcosa? Iacoboni, ti suona familiare?

In conclusione, stiamo assistendo ad un attacco concentrico in grande stile contro il M5S, prima sulla Stampa, poi su BuzzFeed, huffingtonpost.it, e probabilmente già da oggi e nei prossimi giorni su altri media più tradizionali, tipo il Corriere, Repubblica ed altri, che riprenderanno in coro quelle bufale sparate da "fonti autorevoli" che si sopportano a vicenda.

Chiedo io, a meno di una settimana del voto referendario, sarà un caso?

Valutate voi.


P.S. Vorrei aggiungere un episodio di questa storia che mi ha colpito moltissimo, un "dettaglio" passato sotto silenzio.

Le tecniche di disinformazione di cui stiamo parlando, molto sofisticate, sono state tutte concepite da ambienti militari (come Internet, del resto).

Ebbene, quando Franco Bechis ha rivelato che soto il pseudonimo "Beatrice Di Maio" si nascondeva la moglie di Brunetta, molti su Twitter hanno preso in giro Lotti, supponendo che non era stato neanche capace di scoprire la vera identità della persona dietro a quell’account (totalmente estranea al M5S), malgrado la sua vicinanza con i servizi segreti italiani.





permalink | inviato da jmleray il 30/11/2016 alle 7:27 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
25 novembre 2016
Il caso Jacopo Iacoboni
Post dedicati a questa storia:
* * *
Questo post è il seguito di quello scritto ieri su questo personaggetto, un sedicente giornalista che preferisce intingere la sua penna nel veleno piuttosto che nell’inchiostro.
Poche settimane prima della sua morte, Gianroberto Casaleggio diceva di lui:

Lo sciacallo Iacoboni usa il pretesto … per inventare retroscena inesistenti e fuori dalla realtà … e schizzare veleno …

Analisi quanto mai preveggente. Oggi il co-fondatore del M5S non c'è più, ma Iacoboni prosegue imperterrito con la sua strategia.

Ora però espongo i fatti, poi come dice lui stesso “valutate voi”.

* * *

Dunque per Iacoboni e per il suo giornale (box pubblicato oggi, 25 novembre, a pagina 9), stiamo parlando di una notizia. Una semplice notizia.



Esaminiamola più da vicino quella notizia. Ridotta all’osso, quella da pubblicare il 16 novembre u.s., sia sul giornale cartaceo che online, avrebbe dovuto assomigliare a questa:

Beatrice Di Maio, che scrive sotto pseudonimo sull’account Twitter @BeatricedimaDi, è stata denunciata per diffamazione alla Procura di Firenze dal sottosegretario a Palazzo Chigi Luca Lotti.

Oppure ancora più breve: "Lotti querela un profilo twitter per diffamazione. Punto." Questa è la riscostruzione del Fatto quotidiano, che precisa che la denuncia è stata presentata ai Carabinieri di Firenze soltanto il giorno prima, il 15, che "non ipotizzava né alcuna rete né alcun legame con il Movimento di Grillo", e che "alla denuncia-querela non erano allegati documenti, studi, elementi che coinvolgessero altri utenti.

Comunque, anche nella mia versione più lunga, un semplice trafiletto bastava: 26 parole

Ora facendo un piccolo calcolo matematico, scienza particolarmente cara al nostro Iacoboni, molto versato negli algoritmi e nella teoria delle reti, il conteggio delle parole dell’articolo in questione, titolo e sottotitoli compresi, è di 845 parole (addirittura sull’edizione cartacea è di 980 parole se si tiene conto delle citazioni ripetute a margine del testo).

Cioè abbiamo un articolo con il 3% di notizia, ed un rimanente 97% che contiene che cosa? Il retroscena lo chiama Iacoboni. E come ha fatto Iacoboni a conoscere quel retroscena di una denuncia presentata il giorno prima e di cui nessuno sapeva niente? Mistero.

Ma soprattutto come ha fatto l'accademico di sua conoscenza - la sua fonte -, di cui non vuole rivelare l'identità per salvaguardarlo (parole sue), a partorire quella meraviglia di "analisi matematica" nella sola giornata del 15!? Cioè tra la mattinata (momento di presentazione della denuncia) e la serata (anche se non so precisamente entro che ora l'articolo doveva essere pronto per andare in stampa e uscire con l'edizione del 16)?

Diciamo che Iacoboni ed il suo conoscente accademico sono proprio due fenomeni! Sanno e fanno tutto veramente in fretta, dei mostri d'efficienza...

Peccato però che quel retroscena totalmente inventato non sia altro che un tessuto di supposizioni mai provate e di insinuazioni velenose, che alla luce dei fatti poggiano sul NIENTE. Anzi, sul FALSO.

Ebbene, già nel mio post di ieri mettevo questo in evidenza, scrivendo in preambolo che la questione non riguardava affatto la notizia della denuncia presentata da Lotti (il 3% dell'articolo, ricordiamolo):

Il punto è un’altro: partendo da una semplice denuncia per diffamazione nei confronti di una sola persona, il «giornalista» si spinge ad affermare l’esistenza di una «struttura» che farebbe parte di eventuali «strategie dei Cinque Stelle», con «andamento assai ingegnerizzato», una rete fortemente clusterizzata, capace di reclutare «anche tanti attivisti reali, che non possono vedere l’architettura», una struttura che si «mimetizza con l’attività spontanea come un albero in una foresta».

(omissis)

Cita poi una decina di questi “ghost”. Senza dimenticare “numerosi altri account chiave”, “sempre matematicamente vicinissimi, sempre ricorrenti, prevalentemente anonimizzati, profondamente interconnessi tra loro. Svolgono ruoli precisi: chi è anti-immigrati, chi anti-Renzi, chi pro-Putin, chi pro-Trump, chi dedito alla bastonatura. La condivisione esatta dell’andamento dei metadati, e la spartizione palese dei ruoli, non si configurano, algoritmicamente, come casuali.” 

Dunque, se le parole hanno un senso, significa che la Procura indaga sull'esistenza di una Struttura di cyberpropaganda in chiave anti-renziana ma non solo, che “direttamente non insulta né minaccia”, ma crea “le condizioni virali della calunnia e della violenza”.

Roba seria.

Quindi stamane ho preso di corsa La Stampa perché ero proprio curioso di scoprire come avrebbero trattato questo argomento, un fail epocale, un vero e proprio insulto alla deontologia giornalistica. Ed invece niente scuse! Niente di niente!

Il 16 novembre La Stampa ha dato una notizia, rivelando che il sottosegretario alla presidenza del Consiglio aveva presentato una denuncia avendo riscontrato elementi di diffamazione nei tweet dell’account Beatrice Di Maio.
Siamo venuti a conoscenza della storia, abbiamo accertato che fosse vera e solo a quel punto l’abbiamo pubblicata. Stop.
Tutto il resto - a partire dalle accuse tra M5S e Pd - attiene alla polemica politica, sempre più alta a nove giorni dal referendum.

Vorrei ricordare però al caporedattore, al direttore e all'editore della Stampa, nel caso non lo sapessero, che il buon Iacoboni concludeva l’“articolo” con una sua domandina al veleno: 

C’è una centrale che gestisce materialmente questi account? La Procura si trova ora a indagare anche su questo.”

Il che è totalmente FALSO! 

E poi perché "questi" account, e non "questo" account (quello della "notizia")?... 

Per cui alla fine va bene la solidarietà corporatista, però ci dovrebbero essere dei limiti!

Quindi correggendo il comunicato della Stampa, bisognerebbe dire che il giornalista ha pubblicato 3% di notizia vera, e 97% di pura bufala. E che ciò non ha niente a che vedere con la "polemica politica", e tutto invece con la "deontologia giornalistica".

Al posto del box di cui sopra, avrebbero dovuto pubblicare il label seguente:

3% notizia vera, 97% pura bufala.  

Signori, fate schifo!






permalink | inviato da jmleray il 25/11/2016 alle 16:15 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
23 novembre 2016
Jacopo Iacoboni, giornalista
Post dedicati a questa storia:
* * *

E' tanto che non scrivo più su questo blog, ma il Signor di cui sopra mi ha fatto tornare la voglia per un istante.

Un c.d. "giornalista" che il giorno 11 di questo mese affermava perentoriamente sul suo account Twitter:



Fabbriche di false notizie politiche, ormai 
totalmente sganciate dalla realtà.

sta
accadendo
sistematicamente,
scientificamente,

in Italia

Appunto.

 * * * aggiornamento * * *

E Franco Bechis che se ne esce su Libero con uno scoop allucinante: in realtà "Beatrice di Maio" si chiama Tommasa Giovannoni Ottaviani, detta Titti, ed è la moglie di Renato Brunetta!!!

Alla faccia dell'analisi matematica!!!

A questo punto mi viene da parafrasare una famosissima battuta in francese, pronunciata a suo tempo da Arletty: “Algorithme, algorithme, est-ce que j'ai une gueule d'algorithme?!



* * * fine aggiornamento * * *

Ho visto la sua firma su IL SECOLO XIX e nel settore Politico del quotidiano LA STAMPA, che gli ha anche intitolato il premio «Igor Man» della settimana in quanto “giornalista che più si è messo in evidenza per gli articoli sulla cyberpropaganda pro M5S finita anche nel mirino della Procura.”

In effetti è di questo articolo che mi interessa scrivere, visto che se ne fa un gran parlare benché sia basato sul vuoto più totale.

In prima pagina sulla versione cartacea del giornale, in data 16 novembre, con il titolo seguente: «Palazzo Chigi denuncia i tweet pro CinqueStelle», l’articolo si sviluppa poi a pagina 9 su “le strategie dei Cinque Stelle”, riprendendo come titolo “Palazzo Chigi denuncia l’account della cyber propaganda pro M5S” col sottotitolo 

Algoritmi, connessioni e false notizie. “E’ diffamazione”

Intendiamoci, può darsi che la notizia riportata in quell’articolo, della denuncia per diffamazione davanti alla procura di Firenze, che sarebbe stata presentata dal sottosegretario a Palazzo Chigi Luca Lotti, sia anche vera.

Ma il punto è un’altro: partendo da una semplice denuncia per diffamazione nei confronti di una sola persona, il «giornalista» si spinge ad affermare l’esistenza di una «struttura» che farebbe parte di eventuali «strategie dei Cinque Stelle», con «andamento assai ingegnerizzato», una rete fortemente clusterizzata, capace di reclutare «anche tanti attivisti reali, che non possono vedere l’architettura», una struttura che si «mimetizza con l’attività spontanea come un albero in una foresta».

Diventa quasi poeta Iacoboni talmente si sente ispirato dall’argomento. 

In effetti, dopo aver demolito come si deve Beatrice Di Maio, chiedendosi come mai “Twitter, nonostante numerose segnalazioni, non ha finora ritenuto di chiudere l’account” (en passant, sarei curioso di sapere come ha avuto contezza di quelle numerose segnalazioni non documentate), si dilunga con la sua spiegazione pseudo-scientifica (senza dimostrare mai un bel niente, però): 

Insomma, Beatrice non è un account casuale” (…) perché “si muove dentro quella che è configurata come una struttura: a un’analisi matematica si presenta disegnata a tavolino secondo la teoria della reti, (sic !) distribuita innanzitutto su Facebook (dove gravitano 22 milioni dei 29 milioni di italiani sui social), e - per le élite - su Twitter.” Con di “volta in volta vari ghost”, cioè “nell’analisi matematica sui dati della parte pubblica di twitter”, account “matematicamente indistinguibili”.

Cita poi una decina di questi “ghost”. Senza dimenticare “numerosi altri account chiave”, “sempre matematicamente vicinissimi, sempre ricorrenti, prevalentemente anonimizzati, profondamente interconnessi tra loro. Svolgono ruoli precisi: chi è anti-immigrati, chi anti-Renzi, chi pro-Putin, chi pro-Trump, chi dedito alla bastonatura. La condivisione esatta dell’andamento dei metadati, e la spartizione palese dei ruoli, non si configurano, algoritmicamente, come casuali.” 

Il “giornalista” conclude l’“articolo” con la sua domandina al veleno: “C’è una centrale che gestisce materialmente questi account? La Procura si trova ora a indagare anche su questo.”

Dunque, se le parole hanno un senso, significa che la Procura indaga sull'esistenza di una Struttura di cyberpropaganda in chiave anti-renziana ma non solo, che “direttamente non insulta né minaccia”, ma crea “le condizioni virali della calunnia e della violenza”.

Roba seria.

Ora, come evidenziato da un’articolo approfondito di Valigiablu sulla questione, a Stefania Maurizi, giornalista dell’Espresso chi gli ha chiesto “quale sia la credibilità scientifica di chi ha fatto la perizia”, se si trattasse di un professionista o di un perito, Iacoboni ha risposto in privato che l'analisi matematica sarebbe stata fatta da “accademici” (“Professionisti” è parola vaga), che “NON è perizia parte a corredo della denuncia”, e che non vuole rivelare le sue fonti, che intende “salvaguardare”.

Ma che vuol dire "salvaguardare la fonte"? La fonte di che, Iacoboni? La fonte che zampilla e si “mimetizza con l’attività spontanea come un albero in una foresta”?

La fonte di una non-analisi così confidenziale e sensibile che non può essere neanche dettagliata malgrado la gravità delle accuse formulate? Purtroppo però, fino a prova contraria (e chi ha l'onere della prova sé non quello che accusa senza provare niente?), qua non vedo proprio nessun’analisi.

Siamo seri se ti riesce: di che analisi matematica stiamo parlando? disegnata a tavolino secondo la teoria delle reti? di analisi matematica sui dati della parte pubblica di twitter? di account “matematicamente indistinguibili”?, “sempre matematicamente vicinissimi, sempre ricorrenti, prevalentemente anonimizzati, profondamente interconnessi tra loro”? che “non si configurano, algoritmicamente, come casuali” tenuto conto della “condivisione esatta dell’andamento dei metadati”, della “spartizione palese dei ruoli”?

Di questo stiamo parlando Iacoboni? Senza un numero, senza una statistica, senza una percentuale, senza niente di pertinente a corredo della tua fulminea intuizione?

Sai cosa vedo io, invece, in tutto questo: un’accozzaglia (per usare un termine che va di moda), sì un’accozzaglia di luoghi comuni senza capo né coda, che bastona a destra e a manca ma soprattutto su una certa Beatrice Di Maio il cui unico torto è di essere arrabbiata contro Renzi e la sua banda Bassotti. 

Da un’occhio esterno, è lei che vedo vittima di diffamazione da parte tua, visto come la tratti nel tuo pezzo, e che non ha beneficiato neanche di un suo diritto di replica sul tuo giornale.

Ieri hai pubblicato quest’altro tweet:

L'account Beatrice Di Maio, dopo aver declinato interviste chieste da tutti, è sparito da twitter / Non c'è più, almeno per ora / Valutate voi

E allora, che vuol dire? Che c’è da valutare? Magari è soltanto una ragazza spaventata che sarebbe stata denunciata da Palazzo Chigi e chiude il suo conto? Oppure dovrebbe essere un’ammissione di colpa per avere a che fare con “la Casaleggio o la comunicazione ufficiale M5S”, come chiedi tu?

Ma cerchiamo di andare oltre. Vedendo i tuoi articoli di novembre pubblicati sulla Stampa, su 9 articoli al 22 novembre, 8 sono contro il Movimento V Stelle:
  1. Cyber propaganda pro M5S, Quattrociocchi: “Anche da noi architetture organizzate sul web” (22/11/2016)
  2. Ecco la cyber propaganda pro M5S. La procura indaga sull’account chiave (22/11/2016)
  3. The affaire between the Five Star Movement and Putin’s emissaries (14/11/2016)
  4. The Russian propaganda against Renzi: and Grillo’s web backs it up (14/11/2016)
  5. La formula odio + cyberpropaganda (10/11/2016) 
  6. L'Antidiplomatico, così un sito divulga la linea filo-russa del M5S (08/11/2016)
  7. L'abbraccio dei cinque stelle con i due emissari di Putin [seconda parte di un'inchiesta uscita in due puntate, il 2 e il 5 novembre] 
  8. La propaganda russa all’offensiva anti-Renzi. E il web grillino rilancia [questa inchiesta è uscita in due puntate su La Stampa, il 2 e il 5 novembre 2016] 
Magari solo nel 5, dove apparentemente si parla dell’Italia soltanto di striscio, riesci comunque ad infilarci il M5S: 

mentre in Italia la presunta (sottolineo, presunta) rivolta del M5S è alimentata tantissimo proprio dal voto giovanile, e … il No al referendum stravincerebbe nella fascia d'età 18-28 anni.
“Perché si odia tanto, in America e non solo? Potrei citare alcune cose su cui ho studiato di più in Italia, o cose che ho letto. (…) Eviterei, in questa sede, di sollevare l'ulteriore questione riguardante quanto questa confusione vero-falso sia alimentata da centrali (in Italia accade qualcosa del genere), …
Da noi il nuovo nemico - costruito artificalmente da strutture web non casuali e centralizzate, … è Matteo Renzi; sul quale viene in questi mesi convogliato l'odio prima riservato (…) al Pd.”

Certo, vedendo il tenore degli altri articoli, si capisce meglio chi avrebbe il quasi monopolio della “formula odio + cyberpropaganda” in Italia. 

Non è che saresti leggermente monotematico?

Ma dimmi, Iacoboni, hai mai preso in mano un libro sulla “teoria delle reti” di cui parli con tanta facilità atteggiandoti a specialista? Certi mattoni di centinaia di pagine che devi richiudere dopo la prima pagina perché troppo complessi?

Ricordo quasi dieci anni fa uno dei primi post che scrissi su Facebook. All’epoca contava poco meno di 50 millioni di utenti e già se ne parlava tutti i giorni. Per cui cercai di avere un approccio diverso da quello che leggevo un po’ dappertutto e di capire meglio quel famoso “social graph” oltre alla teoria del mondo piccolo. Ebbene, per quanto approssimativo, almeno tentai di documentare con link di approfondimento in modo da spingere chi mi leggeva (e più di 110 mila persone hanno già letto quel post) a scoprirne di più. 

Ma io non vedo niente di tutto questo nel tuo “articolo”. Ti sei accontentato di mettere in fila una serie di paroloni vuoti, senza mai dimostrare niente di quello che insinui. Solo insinuazioni, appunto. E pure velenose.

Se veramente vuoi scrivere di cyber propaganda in modo serio, perché non ti occupi di “small seed sets” di cui non parla mai nessuno quando invece ci sarebbe tanto da scoprire sull’argomento?

Quindi, per concludere, Iacoboni, parti da una sola persona denunciata per diffamazione e affermi che fa parte di una rete spargi-fango i cui mandanti sarebbero i vertici dei Cinque Stelle. Su quali basi? Non l’ho ancora capito.

Magari potresti anche scrivere un nuovo articolo per integrare la tua tesi, dove saresti meno vago e più fattuale.

Sarebbe sicuramente l’informazione a guadagnarci. Oltre che la tua credibilità.


P.S. E per finire con un sorriso (ogni tanto ci vuole), non perdetevi l'account parodico su Twitter!


La procura indaga...



permalink | inviato da jmleray il 23/11/2016 alle 6:40 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
14 aprile 2016
Renzi chi?
A Roma avevamo "er rugantino", giovane spaccone di papalina memoria, oggi abbiamo l'arrogantino di Rignano sull'Arno, alter ego di quello. Però se il primo cantava, il secondo fa il presidente del Consiglio, e già la cosa si fa più problematica.

Massonicamente parlando, questo blog era in sonno da quasi due anni, però magari vale la pena riattivarlo un'attimo, nel solco della sua finalità originale: "opporsi alle prepotenze quotidiane di chi ci governa".

Se non altro perché il giovane spaccone odierno sta purtroppo riuscendo laddove hanno miseramente fallito tutti quelli che ci hanno provato prima di lui, da Berlusconi a Craxi: attuare il famigerato piano di rinascita democratica propugnato dal suo tristemente celebre conterraneo, già residente nella venerabile Villa Wanda, svuotando dal suo contenuto la Carta Costituzionale del '48.

Proprio nella sua parte capolavoro, che consiste nell'eliminazione di tutti i contropoteri naturali, gli anticorpi, per lasciare soltanto un'apparenza di guscio democratico, totalmente svuotato dei contenuti della democrazia però, una semplice illusione di democrazia. Un'illusione, appunto.

A sentire il duo Renzi-Boschi e tutti quelli che fanno loro da contorno, c'è tanta fretta "perché il Paese lo vuole": penosa tendenza politica di considerare che un parlamento di nominati eletto con legge elettorale dichiarata incostituzionale rappresenti - abbia mai rappresentato - "il Paese"!

Con l'incredibile paradosso che sarà proprio quel "parlamento di nominati eletto con legge elettorale dichiarata incostituzionale" a smantellare la Costituzione italiana, 68 anni dopo il '48. Perdippiù davanti ad un parlamento mezzo vuoto. Alla faccia della condivisione. Giornata storica, certo.


* * *

Secondo me, Gianroberto Casaleggio ha preferito salutare prima purché di non assistere a quel scempio.

In effetti, dopo il PDL Partito della Democratura Liberale, il PD renziano è diventato Partito della Democratura tout court, e cioè una dittatura soft e decisionista travestita da "democrazia", e non cambierebbe niente se domani si chiamasse Partito della Nazione...

A futura memoria, ripeto quanto scrivevo in post-scriptum a Come si chiama questa roba qua?, su quanto recitava, tra altre amenità, il piano di rinascita democratica:
  • Il piano tende invece a rivitalizzare il sistema attraverso la sollecitazione di tutti gli istituti che la Costituzione prevede e disciplina, dagli organi dello Stato ai partiti politici, alla stampa, ai sindacati, ai cittadini elettori.
  • Va anche rilevato, per chiarezza, che i programmi a medio e lungo termine prevedono alcuni ritocchi alla Costituzione successivi al restauro delle istituzioni fondamentali.
Personalmente, mi colpisce moltissimo che l'attuale riforma costituzionale, conosciuta come DDL Boschi, porti lo stesso cognome di un signore, brava persona senz'altro, ma che si rivolge (magari a sua insaputa, non sarebbe il primo) per le nomine o il salvataggio della propria banca ad un certo Carboni Flavio, faccendiere gentiluomo di professione, oltreché massone. Sembra sia una tradizione su certe terre. Comunque anche se le colpe dei padri non devono ricadere sui figli, o vice-versa, ci sono delle situazioni in cui la semplice opportunità politica consiglierebbe per lo meno un passo indietro. Del resto il PD se ne fa un vanto con certi ministri...

Però facciamocene una ragione. Ecco quello che chiede proprio il Paese, e c'ha pure fretta: la rivitalizzazione del sistema, il ponte sullo Stretto, e così via... Adesso però, si tranquillizzi il Paese, visto che con Renzi le cose si fanno e si faranno. Finalmente, "noi siamo diversi dagli altri"...

Diversamente democratici, appunto.

Povera Italia, che si fa fregare di continuo! Ogni volta che la gente normale cerca di alzare la testa e farsi sentire, arriva il demiurgo di turno che riesce a trasformare milioni di moderati coglioni in un popolo di struzzi: così è stato nel '92, così è stato quando Napolitano è riuscito ad imporci come governanti diverse teste di legno infischiandosene delle istanze (in francese si direbbe delle "doleanze") del popolo sovrano, con Renzi come ciliegina sulla torta.

#StaiSerenaItalia

Un po' come se il "popolo sovrano" non si volesse mai emancipare. Questa volta però che ha due ultime occasioni imperdibili per riprendere la mano, sarebbe inescusabile non approfittarne:
  1. Il referendum abrogativo che si terrà probabilmente entro fine 2016;
  2. Le prossime elezioni politiche (2017 o 2018).
1. Renzi lo ha detto lui stesso: «Se perdo il referendum non solo vado a casa, ma smetto anche di fare politica». Quindi, ammesso e non concesso che sia sincero e coerente (...), il popolo sovrano ha veramente la possibilità di mandarlo via, magari una buona volta per tutte. Basta raggiungere il quorum e dire NO alla riforma sua e di Mariaele. Semplice...

2. Sono settimane che i sondaggi dicono che alle politiche, se ci fosse il ballottaggio tra PD e M5S, vincerebbe il Movimento 5 Stelle; e se ci fosse il ballottaggio tra coalizione di dx. e M5S, vincerebbe il Movimento 5 Stelle, addirittura con margine più ampio; unico problema: il M5S non dovrebbe arrivare al ballottaggio, che si contenderà molto probabilmente tra PD e coalizione di dx.!

Sembra una barzelletta ma non lo è. Perché tutto questo? Perché grazie alla propaganda unificata di politicanti di professione di dx., di sx. e di centro passando dagli estremi, oltre a tutti i giornalisti servili che ripetono a papagallo, quegli del movimento cinque stelle (così come prima di loro i girotondini) rappresentano l'antipolitica!!!

Cioè, ogni volta che la gente onesta cerca di reagire, di "svoltare", viene bollata come demagogia populista, antipolitica, patologia eversiva (Giorgio dixit)! Bisogna invece "spandere il virus dell'onestà" (letto su Facebook da parte di un simpatizzante M5S), concetto dimenticato, seppellito dalla maggior parte del ceto politico. Come dicevo nell'uomo tradito

l'onestà è il populismo
l’antipolitica del nuovo secolo!

ma se l'onestà è l’antipolitica
che cosa è la politica?
che cosa è il politico?
cosa sono i politici?
con i loro tradimenti e quegli degli altri?

Da più di mezzo secolo in questo Paese, la politica tradizionale ha dato TUTTE le prove della sua gigantesca incapacità di fare il bene pubblico, congiunta alla sua altrettanta gigantesca capacità di fare il bene proprio e della sua casta: collusa con le mafie e le massonerie, corrotta fino al midollo, clientelista e nepotista, ladra e bugiarda all'infinito. Mi fanno ridere quelli che continuano imperterriti a sostenere che non tutti i politici sono così. Sarà pure vero, ma stranamente non sono mai i politici onesti che la spuntano. MAI!

Quindi la conclusione è soltanto una: per una volta che l'Italia ha la possibilità concreta, a portata di mano, di votare per delle persone oneste come lo sono la maggioranza dei militanti del M5S, lo faccia! Senza se e senza ma. Sarebbe veramente l'ora di "spandere il virus dell'onestà".

Perché francamente, se questa è la politica, albero marcio dalla frutta marcia, allora l'antipolitica non potrà mai essere peggio né fare peggio di chi ci ha governato e ci governa dal dopoguerra. 

A contrario, se il popolo sovrano non prenderà questi due ultimi treni, o almeno uno, per apatia, per codardia, per indifferenza, coglionaggine o per qualunque altro motivo, perderà definitivamente la sua "sovranità" e non potrà più invocare alcuna scusa, quale che sia.

Vorrà dire che le cose stanno bene come stanno. Che la gente è contenta di quello che sta diventando l'Italia oggi, e di quella che diventerà domani con questa "schiforma". Chi non vuole fare quando può, non potrà più fare quando vorrà. Allora niente più lamentele, avrà ragione Renzi:

«L'Italia, che è un grande paese, smette di essere un paese di piagnistei e torna a essere locomotiva d'Europa».

Però questa volta il treno non passerà mai più.




permalink | inviato da jmleray il 14/4/2016 alle 0:7 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
12 aprile 2016
L'uomo tradito

Ho un vortice nella testa
che mi trivella il cervello
e mischia tutto
il male di questo mondo
il bene di qui ed altrove
l'amore e la paura
il sesso e le promesse non mantenute
i tradimenti miei e quegli degli altri
in un vuoto abissale
un'attesa senza fine
una speranza delusa ma sicura
di vedere finalmente nascere
l’uomo

ma gli uomini, cosa hanno fatto dell'uomo?
cosa hanno fatto dell'infanzia?
e cosa abbiamo fatto della natura?
della bellezza del mondo?
dell'infanzia del mondo?
dell’amore del mondo?
ovunque guardo
non c’è più che odio
menzogna
corruzione
sorrisi ingannevoli
follia degli integralismi
terrorismi
la menzogna è la verità
la verità è la menzogna
sotto l'apparenza della legalità
dell’autorità pubblica
la politica
gli stati
terrorismo di stato
le borse
terrorismo del mercato
l’orrore economico
il dio denaro
l’uomo consumatore
l’uomo contribuente
l’uomo annientato
il denaro è tutto, l'uomo non è nulla
il ricco è tutto, il povero non è nulla
il ricco ha l'illusione di poter comprare TUTTO
il povero non ha più NULLA da vendere
tranne se stesso
a volte
ma sempre abusato però
umiliato, sfruttato
violentato, derubato alla vita
la vita è la morte
l’inferno sulla terra
il male è il bene
il bene è il male
l'onestà è il populismo
l’antipolitica del nuovo secolo!

ma se l'onestà è l’antipolitica
che cosa è la politica?
che cosa è il politico?
cosa sono i politici?
con i loro tradimenti e quegli degli altri?

e l'uomo onesto?
l’uomo di buona volontà?
l'uomo tradito?
e la donna?

vaste domande
alle quali non so più rispondere
domande senza risposte...
per quanto tempo ancora?


P.S. Credo che sia la prima poesia che scrivo da una decina d'anni a questa parte...

Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. casaleggio m5s

permalink | inviato da jmleray il 12/4/2016 alle 15:40 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
30 novembre 2014
Quanto guadagna il blog di Beppe Grillo?

I numeri del blog di Grillo sono uno dei segreti meglio custoditi della II^ Repubblica! 


«Negli ultimi anni la sua gestione è stata sempre in perdita. Nel 2012 i costi erano diventati insostenibili e fu inserita per questo, verso metà anno, la pubblicità, ma non per tutte le categorie, per evitare di chiuderlo».

Quindi, anche tenendo conto dei suoi importanti costi, il blog non avrebbe mai guadagnato niente fino al 2012. Poi nel marzo 2013, è uscito un articolo sul Sole 24 Ore (link non più disponibile online) che valutava ricavi che "oscillano tra i 5 e i 10 milioni di euro l’anno"!

A maggio 2013, lo staff pubblica, appunto, Blog e pubblicità

Il Blog è nato nel 2005. A differenza della maggior parte dei prodotti editoriali italiani televisivi o cartacei non ha mai utilizzato fondi pubblici. Negli ultimi anni la sua gestione è stata sempre in perdita. Nel 2012 i costi erano diventati insostenibili e fu inserita per questo, verso metà anno, la pubblicità, ma non per tutte le categorie, per evitare di chiuderlo. Nel 2011 Casaleggio Associati (CA) ha chiuso in passivo di 57.800 euro con un fatturato di circa 1.400.000 euro. Le perdite del blog sono state sempre coperte da CA. I bilanci di CA depositati alla Camera di Commercio di Milano sono peraltro disponibili a qualunque giornalista interessato ai suoi mirabolanti guadagni.

Per cui se la pubblicità è stata introdotta solo a metà anno del 2012, è certamente impossibile che a marzo 2013, il blog abbia già guadagnato tanto quanto valutato dal Sole. Ci vuole comunque del tempo per assestare una presenza pubblicitaria sul Web e, da questo punto di vista, l'analisi di Michele Di Salvo pubblicata nell'aprile 2014, anche se riprende in parte le stime del Sole, mi sembra più approfondita e pertinente, incluso sulle notevoli capacità del blog di generare click:

Spiega il project manager Mirel Vasile "basta esaminare i dati di traffico di un post qualsiasi per verificare le quantità e l'effetto generato da questo tipo di comunicazione. Un link sul sito di Beppe Grillo in fondo alla pagina porta 27.023 click in 23 ore poi inizia a morire. Un contenuto scarsissimo, un traffico enorme. (...)"

L'articolo menziona anche un'affermazione di Casaleggio fatta ad Enrico Mentana durante un'intervista secondo chi stiamo parlando "di 5/600mila visite al giorno. Che fanno dai 15 ai 18 milioni di visite al mese".

Ultime cifre note, fino alla partecipazione lunedì 28 novembre u.s. di Massimo Artini a Otto e mezzo (espulso dal MoVimento 5 stelle), che parla di un flusso regolare di 20 milioni di contatti settimanali, secondo le parole che gli avrebbe riferito "espressamente" Grillo stesso: l'obiettivo è di mantenere quel tipo di capacità di flussi sul blog, meglio di così non potrebbe andare...

Certo, dando per acquisito che le parole di Grillo sono giuste e correttamente riportate da Artini, con una media di quasi 120.000 pagine visualizzate all'ora, ciò classifica immediatamente il blog come uno dei principali protagonisti del Web italiano [anche se Il Giornale parla della "flessione dei contatti sul blog di Grillo (gestito dalla Casaleggio associati), che dal 2013 ha perso 21 posizioni - scrive Wired - nella classifica dei siti italiani più visti"]. E siccome ora il sito è diventato proprio una insegna pubblicitaria a tutti gli effetti, con annunci e banners grandi e piccoli più o meno dappertutto, al punto che il contenuto, quantitativamente scarno (ma che genera un traffico enorme...), si trova perso, immerso in un mare di pubblicità, quantitativamente sovrabbondante, bisogna tener conto di quei 80 milioni di contatti al mese e rifare tutti i calcoli fatti ad oggi:

Qui la base di partenza è il calcolo che abbiamo fatto all'inizio, che oscillerebbe tra i 7,5 e i 15 milioni di dollari all'anno. Qualcuno però potrebbe dire che "Grillo si è sbagliato", che i 600mila non sono visitatori unici, il numero di pagine viste, e quindi il numero andrebbe diviso per 2.09 (ovvero il numero di pagine medio per visitatore almeno per come rilevato da Alexa).

Dimezzando quindi il tutto la base è tra i 3,8 e i 7,5 milioni di dollari annuali. Sempre a sentire Casaleggio e sempre che le sue stime siano esatte, come da un professionista ci si attende.E tuttavia qui sorgono alcuni problemi, tutti che però indicano al rialzo queste cifre.Ci sono gli ebook di Grillo. C'è la partnership con Amazon, che prevede royalty per ogni acquisto effettuato da utenti provenienti dal blog. Ci sono infine le campagne dirette, con costi che variano dai 5 ai 15 mila euro.

Se però consideriamo come prevalente la pubblicità di GoogleAdSense possiamo fare un calcolo di questo tipo, che spiega bene come si arrivi alle cifre di cui abbiamo parlato. 600 mila visitatori che visionano circa 1,3 milioni di pagine, con una media di 6 inserzioni a pagina, generano non meno di 7,5 milioni di impression al giorno che al valore di 1 dollaro ogni 10 mila "effettivi", da soli, fanno la ragguardevole cifra 2,75 milioni di dollari all'anno. A questi vanno sommati i click, stimati di norma in 1 ogni mille utenti unici, ovvero circa 240mila all'anno. Qui il calcolo si complica, perché i 240 mila vanno moltiplicati per "il valore" (ovvero il prezzo) stabilito con l'inserzionista.

Quindi solo la parte Adsense (2,75 milioni $ all'anno) andrebbe moltiplicata per 4,5 (stesso rapporto che c'è tra 18 milioni e 80 milioni di contatti al mese, sempre tenendo conto delle cifre indicate da Grillo secondo Artini), per un totale annuo di ca. 12 milioni $, diciamo sui 10 milioni €...

Ai quali bisogna aggiungere tutto il resto, come spiega benissimo Michele Di Salvo nel suo articolo, che vi invito a rileggere nella sua integralità.

In conclusione, se nel marzo 2013 la valutazione del Sole 24 Ore, con ricavi che "oscillano tra i 5 e i 10 milioni di euro l’anno", era troppo precoce, evocare a fine 2014 dei ricavi che "oscillano tra i 10 e i 15 milioni di euro l’anno" è del tutto verosimile, analizzando quello che si può analizzare alla luce dei numeri che sfuggono qua e là alla coppia Grillo & Casaleggio.

In ogni caso stiamo parlando di somme considerevoli che si configurano oramai come veri e propri mirabolanti guadagani, per cui su questo punto Grillo o chi per lui non può più evitare il discorso della trasparenza, che per altro sarebbe da sempre una priorità del Movimento 5 stelle. Che dovrebbe praticare in casa quello che invece pretende solo dagli altri.

E invece di sputanare Artini con parole vuote e mal argomentate, tentare per una volta di rispondere sul merito della questione, in modo trasparente: "Quanto guadagna veramente il blog di Beppe Grillo?"





permalink | inviato da jmleray il 30/11/2014 alle 15:52 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
20 ottobre 2014
Roberto Scarpinato: "Basta con la corruzione!"
Ieri sera, il Procuratore Generale di Palermo era a Parigi, invitato d'onore di una serata organizzata da Mediapart (un po' l'equivalente francese del Fatto quotidiano), intitolata "Corruption, ça suffit!". Ho già proceduto alla trascrizione del suo discorso in francese, ma non sarebbe stato completo senza trascrivere anche l'originale in italiano. Lascio la parola a Roberto Scarpinato:

Sono felice di essere qui questa sera con voi, e di avere la possibilità di partecipare ad una grande manifestazione popolare per la difesa della democrazia e della legalità repubblicana contro il cancro della corruzione.

Da circa 25 anni mi occupo di processi e di indagini contro la corruzione, la mafia, i delitti politici e le stragi. Questa esperienza professionale si è trasformata per me in un vero e proprio percorso di guerra. Nel corso di questi anni ho visto morire molti amici e compagni di lavoro. Gli ultimi a morire sono stati i giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, che sono stati dilaniati da tonnellata di tritolo nel maggio e nel luglio del 1992. In qualche modo mi considero un superstite. La mia esperienza professionale mi ha tolto molto, e nello stesso tempo mi ha dato molto. Mi ha tolto l’innocenza culturale, e cioè la possibilità di guardare la vita e l’umanità con uno sguardo semplice. Ma in cambio, mi ha dato la consapevolezza del reale funzionamento della macchina del potere, e delle sue segrete degenerazioni, che possono condizionare la vita di un intero popolo lasciato nella inconsapevolezza. Quando ero un giovane magistrato all’inizio della carriera, credevo ch’esistesse una precisa linea di confine tra il mondo dei criminali e il mondo delle persone oneste. Ma anno dopo anno, mi sono dovuto rendere conto che i due mondi comunicano mediante mille vie segrete che attraversano il terreno della politica e dell’economia. Infatti, seguendo le orme degli assassini che si erano sporcati le mani di sangue, e inseguendo le tracce dei capitali sporchi della corruzione e della mafia, riciclati in tutto il mondo, mi sono ritrovato a processare insospettabili uomini al vertice delle istituzioni, della politica e della grande finanza.

Per ragioni di tempo, mi limito, a titolo di esempio, a ricordare alcuni dei casi dei quali mi sono occupato. Come è stato ricordato, ho processato il senatore Giulio Andreotti, il quale è stato 7 volte Presidente del Consiglio, 22 volte Ministro, ed è stato riconosciuto complice della mafia sino al 1980. Nell’aprile di quest’anno, ho catturato in Libano dov’era fuggito il senatore Marcello Dell’Utri, fondatore del partito di Forza Italia e braccio destro dell’ex-Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, che è stato condannato alla pena definitiva di 7 anni di reclusione. Mi sono occupato delle indagini che hanno portato alla condanna a 7 anni di carcere del Presidente della Regione Sicilia, Salvatore Cuffaro. Ho ottenuto la cattura di uno dei capi dei servizi segreti italiani, Bruno Contrada, poi condannato a dieci anni di reclusione, e ancora la condanna di uno dei capi della polizia, Ignazio D’Antone. Mi sono occupato di indagini su arcivescovi della Chiesa cattolica, alti ecclesiastici accusati di avere messo a disposizione la banca del Vaticano per riciclare i soldi della corruzione e della mafia. Potrei continuare con un elenco di centinaia di altri uomini a capo di importanti multinazionali, di banche di affari e di imperi economici in Italia e all’estero. Ma è un elenco troppo lungo che durerebbe un’ora circa.

I processi penali celebrati nel corso di questi ultimi 20 anni in Italia dalla magistratura a carico di uomini al vertice delle istituzioni, della politica e dell’economia, accusati di corruzione e di complicità con la mafia, hanno portato alla luce una grave patologia del potere pubblico che può uccidere la democrazia. I processi penali infatti hanno svolto un ruolo di un rito di smascheramento pubblico del reale funzionamento della macchina del potere. I processi penali hanno rivelato le menzogne e i segreti grazie ai quali ristretti gruppi di uomini potenti hanno abusato della fiducia e della inconsapevolezza del popolo. E hanno rivelato che questi uomini hanno in sostanza tentato di trasformare la democrazia in una oligarchia, che concentra il bastone del comando e le ricchezze della nazione nelle mani di pochi ai danni di tanti.

Anche per questo motivo, il mondo politico italiano ha spesso accusato la magistratura di volere processare non singoli imputati, ma l’intera storia italiana. In realtà, è la storia che nel suo compirsi, anche attraverso la corruzione e i delitti, è entrata nei processi penali. E ciò è avvenuto aldilà delle intenzioni dei magistrati, i quali si sono limitati a compiere indagini su casi singoli, e si sono sistematicamente ritrovati all’interno dei labirinti del potere. A proposito della necessità del potere anti-democratico di operare nel segreto e nella menzogna, consentitemi di ricordare una frase che il Cardinale Mazzarino, consigliere politico di Luigi XIV, era solito ripetere al Re: “Maestà, il trono si conquista con le spade e con i canoni, ma si conserva con i dogmi e le superstizioni”. Cioè, per essere più chiari, aggiungo io, praticando l’arte della menzogna e del segreto. Se i segreti del potere sono i strumenti della corruzione ed il veleno della democrazia, i principali anticorpi per salvare la democrazia da questo veleno sono una magistratura indipendente dal potere politico ed una stampa libera e democratica.

In questo senso, l’Italia è il Paese degli estremi e degli opposti. Da un lato, abbiamo una delle corruzioni più gravi d’Europa e siamo stati la patria delle mafie, ma per altro lato, è anche vero che abbiamo un record della magistratura e delle forze di polizia più forti in Europa nel contrasto alla corruzione e alla mafia. Possiamo anche contare su una stampa, che in parte resta libera e indipendente, e che stimola la coscienza popolare e la vigilanza democratica sulle degenerazioni del potere. Possiamo dire che l’Italia è uno dei laboratori mondiali più interessanti e vivaci della lotta tra la legalità democratica e l’illegalità del potere nelle sue varie forme. Si tratta di una lotta senza quartieri e cruente, che ha lasciato sul campo centinaia di vittime. Sono stati assassinati magistrati, esponenti delle forze di polizia, uomini politici onesti, testimoni di giustizia, e anche giornalisti che hanno pagato con la vita il coraggio di rendere pubblici i segreti del potere. Alla lunga lista dei caduti sul campo, occorre aggiungere coloro che sono rimasti vivi, ma hanno pagato un prezzo altissimo perché hanno visto le loro carriere troncate e sono stati emarginati.

Dal mio punto di vista, uno dei principali punti di forza dell’Italia nel contrasto alla corruzione ed altre forme d’illegalità del potere rispetto ad altri paesi europei è costituito dalla Costituzione antifascista del 1948. Questa Costituzione garantisce l’indipendenza e l’autonomia della magistratura dal potere politico, e attribuisce alla magistratura il potere di disporre direttamente della polizia per le sue indagini. A differenza di tutti gli altri paesi europei, l’indipendenza dal potere politico è garantita non solo ai giudici, ma anche ai pubblici ministeri. Si tratta di un punto essenziale. Infatti, chi decide quali indagini iniziare e condurre è solo il pubblico ministero. Se il potere politico ha la possibilità di influenzare l’azione del pubblico ministero, è in grado di condizionare in realtà, indirettamente, tutta l’amministrazione della giustizia. Infatti i giudici si occupano soltanto dei casi selezionati dai pubblici ministeri. Proprio grazie a questa garanzia d’indipendenza assicurata dalla Costituzione del 1948, la magistratura ha avuto la possibilità di processare migliaia di esponenti del mondo politico e del mondo economico accusati di corruzione e di complicità con la mafia.

Di fronte a questa attività della magistratura si è sviluppata una violente reazione di larghi settori della classe dirigente nazionale, e si è creato un conflitto tra magistratura e politica che dura ininterrottamente sino ai nostri giorni. L’offensiva contro la magistratura di larghi settori del mondo politico è stata condotta contemporaneamente su tre fronti.

Il primo fronte è stato quello della comunicazione mediatica. Tanti esponenti del mondo politico, tra i quali anche l’ex-Presidente del Consiglio dei Ministri, Silvio Berlusconi, hanno sistematicamente accusato i magistrati che indagano su corruzione e sulla mafia di essere magistrati politicizzati che abusano del loro potere per fini di lotta politica. Vi fornisco ora un breve elenco delle espressioni di disprezzo utilizzate da tanti esponenti del mondo politico sui media in questi anni per definire i magistrati italiani. Ecco l’elenco: “assassini, terroristi, farabutti, brigatisti, faziosi, sadici, torturatori, perversi da manuale, venduti, menti distorte, folli, predicatori di mostruosità, bugiardi, fraudatori processuali, criminali vestiti da giudici, macigni sulla strada della democrazia, omuncoli bisognosi di una perizia psichiatrica, e via elencando”…

Il secondo fronte su cui si è svolta l’offensiva di parte del ceto politico contro la magistratura è stato la proposta di una serie di riforme legislative per sottoporre il pubblico ministero al controllo del Governo. Fra le tante proposte di legge avanzate in questi anni, vi è stata per esempio quella del togliere al pubblico ministero la possibilità di iniziare autonomamente le indagini penali: con una nuova legge, si voleva riservare il potere di iniziare le indagini esclusivamente alle forze di polizia, che dipendono dal potere governativo, e in particolare dal Ministro degli Interni e dal Ministro della Difesa. Sino ad oggi questi progetti di riforma non hanno avuto successo, grazie alla resistenza opposta da alcune forze parlamentari e alla mobilitazione di migliaia e migliaia di cittadini comuni che, sollecitati dalla stampa libera, sono scesi diverse volte in piazza per difendere l’indipendenza della magistratura. Grazie all’azione congiunta della magistratura, che applica una legge uguale per tutti, della stampa indipendente e della vigilanza popolare, è stato sino ad oggi possibile in Italia costruire una linea Maginot per la difesa della democrazia e dello stato repubblicano contro il dilagare della corruzione e del potere mafioso.

Il terzo fronte su cui si è sviluppata l’azione di parte del ceto politico per garantire una sostanziale impunità ai suoi esponenti dinanzi alle indagini e alle condanne della magistratura, è stato quello delle modifiche del codice penale, del codice di procedura penale, della amnistia e degli indulti. Dal 1990 in poi sono state approvate una serie di leggi, che in tanti modi che sarebbe comunque complicato spiegare, hanno evitato la galera a tanti politici corrotti. Nel 2012 è stata approvata una nuova legge che ha ridotto da 12 a 8 anni la pena per il reato di concussione, che si verifica quando il politico o il pubblico impiegato chiede il pagamento di una tangente. La stessa legge ha previsto che il cittadino che denuncia il politico o il funzionario corrotto al quale ha pagato una tangente, invece di essere premiato, deve essere punito con una pena sino a tre anni. Una legge nuova, che invece di alimentare la cultura della legalità, incoraggiando i cittadini a denunciare i corrotti, alimenta la cultura dell’omertà, incoraggiando il silenzio e la rassegnazione. E ancora sono stati introdotti nell’ordinamento italiano una serie di benefici di legge, in base ai quali i corrotti condannati sino alla pena di quattro anni di galera, possono evitare il carcere ed essere affidati agli assistenti sociali per una loro rieducazione alla legalità. In questi anni, così si è assistito alla scena d’importanti parlamentari, condannati per corruzione, che la mattina fanno i legislatori ed i padri della patria, in Parlamento, e nel pomeriggio si recono da imbarazzati assistenti sociali che dovrebbero rieducarli alla legalità.

Nonostante tutto ciò, la battaglia nazionale contro la corruzione è ancora in pieno svolgimento. Sono centinaia i politici ed i funzionari pubblici che ogni anno vengono arrestati, tra i quali ex ministri e parlamentari. Alcuni di loro sono stati costretti ad abbandonare la vita politica, ed attualmente sono in galera. Grazie alle speciali leggi italiane sulla confisca dei patrimoni dei corrotti e dei mafiosi, lo stato italiano ha confiscato decine di miliardi di euro che sono stati restituiti alla collettività. Proprio grazie a queste leggi speciali, che mi auguro possono essere introdotte anche in Francia, ho personalmente sequestrato, dal 2006 al 2010, 3,5 miliardi di euro. Ciò è avvenuto anche grazie alla collaborazione della Banca d’Italia, che ha costituito al suo interno uno speciale ufficio per aiutare la magistratura nelle indagini sul riciclaggio del denaro sporco.

Come si vede, in Italia è dunque in corso una grande battaglia, tra il Paese legale, e quello illegale. Si tratta di una battaglia totale, la cui posta in gioco è il futuro stesso della democrazia e della nazione. La Corte dei conti, l’organo di giustizia contabile italiana, ha calcolato infatti che la corruzione provoca ogni anno un danno alle casse dello Stato italiano di 60 miliardi di euro, una cifra enorme. La corruzione sta contribuendo a distruggere in Italia lo stato sociale, a impoverire la popolazione e a accelerare il declino della nazione. A causa dei vincoli di bilancio imposti dall’Unione europea, non è più possibile, infatti, sostenere i costi della corruzione aumentando il debito pubblico così come avveniva nella prima Repubblica. Così, oggi, il costo della corruzione viene pagato dirottando i fondi statali della spesa per i servizi sociali. In altri termini, i 60 miliardi di euro che servono per sostenere ogni anno il costo della corruzione, sono sottratti alle spese sociali per la sanità, per la scuola, per i trasporti pubblici, per l’assistenza agli anziani, per gli asili nido, e via elencando. Dopo aver esaurito il grasso della spesa pubblica, la corruzione, così, ha attaccato il tessuto connettivo della nazione, cioè la rete di solidarietà collettiva garantita dai servizi assistiti dallo stato sociale. La decomposizione progressivo dello stato sociale e di diritto, che impoverisce le masse popolari, si rivela uno straordinario affare, sia per la vecchia razza dei predatori della corruzione nazionale, sia per una nuova temibile razza di predatori, cioè i vertici del grande capitalismo finanziario internazionale. Entrambi questi predatori hanno infatti il comune interesse a smantellare lo stato sociale e a privatizzare tutti i suoi servizi. La stessa classe politica, che a causa della corruzione e del clientelismo, ha portato allo sfascio le imprese e i servizi pubblici, oggi predica il credo neoliberista secondo cui tutto ciò che è pubblico è inefficiente e causa di sprechi, mentre ciò che è privato è efficiente e conveniente per i cittadini. In realtà l’esperienza italiana ha dimostrato come le privatizzazioni dei servizi e delle imprese pubbliche, in molti casi non hanno portato nessun beneficio alla collettività, ma solo alle finanze personali di pochi capitalisti di alto bordo e di astuti politici. In molti processi penali, è stato accertato che le società private che avevano ottenuto l’appalto privato dei servizi pubblici avevano tra i loro soci occulti esponenti del ceto politico o loro uomini di fiducia.

Sarebbe un errore pensare che questa sia soltanto una storia italiana! L’Italia, in realtà, è un laboratorio nazionale in cui grazie all’azione della magistratura, delle forze di polizia e della vigilanza della stampa indipendente, viene reso visibile un complesso processo globale di trasformazione e di ristrutturazione del potere, che in altri paesi europei si sta svolgendo in modo invisibile.

Questa sera, la mia speranza ed il mio augurio sono che la lotta italiana contro la corruzione e le degenerazioni oligarchiche del potere non restino un’esperienza isolata, ma diventino esperienza condivisa anche in Francia ed in altri paesi per costruire insieme un’Europa democratica.

I nostri padri e i nostri avi lottarono insieme per difendere l’Europa dei mostri del fascismo e del nazismo, e morendo a milioni sui campi di battaglia, ci hanno lasciato in eredità il bene dello stato democratico di diritto. Oggi, tocca a noi difendere questo prezioso patrimonio di civiltà, e tramandarlo ai nostri figli, difendendo ancora una volta insieme la democrazia dai nuovi mostri della corruzione, delle mafie, della speculazione finanziaria e del potere oligarchico che si traveste da potere democratico. Grazie.


Per chi è interessato, ecco il video (l'intervento comincia a 1 ora):





permalink | inviato da jmleray il 20/10/2014 alle 20:11 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
sfoglia
  

Rubriche
Link
Cerca

Feed

Feed RSS di questo 

blog Reader
Feed ATOM di questo 

blog Atom
Resta aggiornato con i feed.

Curiosità
blog letto 193758 volte




IL CANNOCCHIALE